Arzerra - Ev 3fl 100mg 5ml

Dettagli:
Nome:Arzerra - Ev 3fl 100mg 5ml
Codice Ministeriale:039826019
Principio attivo:Ofatumumab
Codice ATC:L01XC10
Fascia:H
Prezzo:1076.9
Produttore:Novartis Farma Spa
SSN:Non concedibile
Ricetta:OSP1 - uso ospedaliero art.92 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco solo uso ospedaliero
Forma:Concentrato per soluzione per infusione
Contenitore:Flacone
Iva:10%
Temp. Conservazione:Da +2 a +8 e al riparo dalla luce
Scadenza:36 mesi

Denominazione

ARZERRA 100 MG CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale).

Formulazioni

Arzerra - Ev 3fl 100mg 5ml

Categoria farmacoterapeutica

Antineoplastici.

Principi attivi

Ofatumumab.

Eccipienti

Arginina; sodio acetato (E262); sodio cloruro; polisorbato 80 (E433); disodio edetato (E386); acido cloridrico (E507) (per l'aggiustamento del pH); acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Leucemia linfatica cronica (LLC) non trattata in precedenza: il farmaco in combinazione con clorambucile o bendamustina e' indicato nel trattamento di pazienti con LLC che non sono stati trattati in precedenza e che non sono eleggibili per una terapia a base di fludarabina. LLC refrattaria: il medicinale e' indicato nel trattamento della LLC nei pazienti refrattari a fludarabina e alemtuzumab.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' ad ofatumumab o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati.

Posologia

Monitoraggio: i pazienti devono essere attentamente monitorati durantela somministrazione di ofatumumab per l'insorgenza delle reazioni leg ate all'infusione, incluse la sindrome da rilascio di citochine, in particolare durante la prima infusione. Pre-trattamento: i pazienti devono essere sempre pre-trattati da 30 minuti a 2 ore prima dell'infusione del farmaco in base ai seguenti schemi posologici: LLC non trattata in precedenza: paracetamolo per via orale (acetaminofene) 1.000 mg (o un equivalente), piu' un antistaminico per via orale o endovenosa (difenidramina 50 mg o cetirizina 10 mg o un equivalente), piu' un corticosteroide per via endovenosa (prednisolone 50 mg o un equivalente). Dopo la prima e la seconda infusione, se il paziente non va incontro ad una grave reazione avversa al farmaco (ADR), il pre-trattamento con un corticosteroide per la successiva infusione puo' essere ridotto od omesso, a discrezione del medico. LLC refrattaria: paracetamolo per via orale (acetaminofene) 1.000 mg (o un equivalente), piu' un antistaminico per via orale o endovenosa (difenidramina 50 mg o cetirizina 10 mg oun equivalente), piu' un corticosteroide per via endovenosa (predniso lone 100 mg o un equivalente). Se la seconda infusione settimanale e' completata senza una ADR grave, la dose di corticosteroide puo' essereridotta nel numero di infusioni da 8 a 3 a discrezione del medico. Pr ima della nona infusione (la prima infusione mensile), i pazienti devono ricevere l'intera dose degli agenti pretrattamento sopra descritta.Se la nona infusione e' completata senza una ADR grave la dose di pre dnisolone puo' essere ridotta all'equivalente di 50 mg per le successive infusioni a discrezione del medico. Posologia LLC non trattata in precedenza: la dose e lo schema posologico raccomandati sono 300 mg al giorno 1 seguiti una settimana dopo da 1.000 mg il giorno 8 (ciclo 1),seguiti da 1000 mg il giorno 1 dei cicli successivi, per un minimo di 3 cicli, fino alla miglior risposta o ad un massimo di 12 cicli (ogni 28 giorni). La migliore risposta e' una risposta clinica che non ha p rovocato miglioramento con 3 ulteriori cicli di trattamento. Prima infusione: la velocita' iniziale della prima infusione di medicinale deveessere di 12 ml/ora. Durante l'infusione, la velocita' deve essere ra ddoppiata ogni 30 minuti fino ad un massimo di 400 ml/ora. Infusioni successive: se la prima infusione e' stata completata senza gravi ADR correlate all'infusione, le restanti infusioni possono iniziare ad una velocita' di 25 ml/ora e deve essere raddoppiata ogni 30 minuti fino ad un massimo di 400 ml/ora. LLC refrattaria: la dose raccomandata e' di 300 mg per la prima infusione e 2.000 mg per tutte le infusioni successive. Lo schema infusionale e' di 8 infusioni settimanali consecutive, seguite, 4-5 settimane piu' tardi, da 4 infusioni mensili consecutive (ovvero ogni 4 settimane). Prima e seconda infusione: la velocita' iniziale della prima e della seconda infusione di medicinale deve essere di 12 ml/ora. Durante l'infusione, la velocita' deve essere aumentata ogni 30 minuti fino ad un massimo di 200 ml/ora. Infusioni successive: se la seconda infusione e' stata completata senza gravi ADR correlate all'infusione, le restanti infusioni possono iniziare ad una velocita' di 25 ml/ora che deve essere aumentate ogni 30 minuti fino ad un massimo di 400 ml/ora. Modificazione della dose e re-inizio della terapia per le ADR correlate all'infusione - nei pazienti con LLC non trattata in precedenza e LLC refrattaria. Interrompere l'infusione per ADRcorrelate all'infusione di qualsiasi gravita'. Il trattamento puo' es sere ripreso a discrezione del medico curante. Le seguenti modifiche della velocita' di infusione possono essere usate come guida: in caso di ADR da lieve a moderata, l'infusione deve essere interrotta e re-iniziata alla meta' della velocita' infusionale al momento dell'interruzione, quando la condizione del paziente e' stabile. Se la velocita' di infusione non era stata aumentata dalla velocita' iniziale di 12 ml/ora prima dell'interruzione a causa di una ADR, l'infusione deve essere re-iniziata a 12 ml/ora, la velocita' iniziale standard di infusione. La velocita' dell'infusione puo' continuare ad essere aumentata secondo le procedure standard, a discrezione del medico e in base alla tolleranza del paziente (non superando l'aumento della velocita' ogni 30 minuti). In caso di una ADR grave, l'infusione deve essere interrotta e re-iniziata a 12 ml/ora, quando la condizione del paziente e' stabile.La velocita' dell'infusione puo' continuare ad essere aumentata secon do le procedure standard, a discrezione del medico e in base alla tolleranza del paziente (non superando l'aumento della velocita' ogni 30 minuti). Popolazione pediatrica: l'uso del prodotto non e' raccomandatonei bambini al di sotto dei 18 anni di eta' a causa dei dati insuffic ienti sulla sicurezza e/o sull'efficacia. Anziani: non sono state osservate differenze sostanziali nella sicurezza e nell'efficacia correlate all'eta'. In base ai dati disponibili di sicurezza ed efficacia, none' richiesto un aggiustamento della dose. Insufficienza renale: non s ono stati effettuati studi formali con il farmaco in pazienti con insufficienza renale. Non e' raccomandato un aggiustamento della dose per l'insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina> 30 ml/min). Insufficienza epatica: non sono stati effettuati studi formali con il medicinale in pazienti con insufficienza epatica. Tuttavia e' improbabile che pazienti con insufficienza epatica richiedano una modifica della dose. Metodo di somministrazione: il prodotto deve essere somministrato per infusione endovenosa e deve essere diluito prima della somministrazione.

Conservazione

Conservare e trasportare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C); non congelare; tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggereil medicinale dalla luce.

Avvertenze

Ofatumumab per via endovenosa e' stato associato a reazioni legate all'infusione. Queste reazioni possono portare alla sospensione temporanea o all'interruzione del trattamento. Il pre-trattamento attenua le reazioni legate all'infusione ma queste possono ancora presentarsi, soprattutto durante la prima infusione. Le reazioni legate all'infusione possono includere, ma non si limitano a, eventi anafilattoidi, broncospasmo, eventi cardiaci, brividi/rigidita', tosse, sindrome da rilascio di citochine, diarrea, dispnea, affaticamento, arrossamento, ipertensione, ipotensione, nausea, dolore, edema polmonare, prurito, piressia, eruzione cutanea e orticaria. In casi rari, queste reazioni possono portare al decesso. Anche con il pre-trattamento, sono state riportate reazioni gravi, inclusa sindrome da rilascio di citochine, a seguito dell'utilizzo di ofatumumab. In caso di gravi reazioni legate all'infusione, deve essere interrotta immediatamente l'infusione del medicinale ed istituito il trattamento sintomatico. Le reazioni legate all'infusione si verificano piu' frequentemente al primo giorno di infusione e tendono a diminuire con le infusioni successive. I pazienti con anamnesi di riduzione della funzionalita' polmonare possono presentare un rischio maggiore di complicanze polmonari da reazioni gravi e devono essere monitorati attentamente durante l'infusione di ofatumumab. Nei pazienti con LLC puo' verificarsi la sindrome da lisi tumorale (SLT) con l'utilizzo di ofatumumab. Il trattamento della SLT include la correzione delle anomalie elettrolitiche, il monitoraggio della funzione renale, il mantenimento dell'equilibrio dei liquidi e trattamenti di supporto. Leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP) e decesso sono stati riportati in pazienti con LLC che ricevevano terapia farmacologica citotossica, inclusa terapia con ofatumumab. Considerare una diagnosi di LMP in qualsiasi paziente di farmaco che segnala la comparsa di nuovi, o la modifica di pre-esistenti, segni o sintomi neurologici. Se sisospetta una diagnosi di LMP, interrompere il farmaco e considerare i l consulto con un neurologo. Non sono state studiate la sicurezza e lacapacita' di generare una risposta primaria o anamnestica ad una immu nizzazione con vaccini attenuati o inattivati durante il trattamento con ofatumumab. La risposta alla vaccinazione puo' essere ridotta nel caso le cellule B siano diminuite. A causa del rischio di infezioni, lasomministrazione di vaccini vivi attenuati deve essere evitata durant e e dopo il trattamento con ofatumumab, fino a quando la conta delle cellule B non si sia normalizzata. Considerare i rischi e i benefici divaccinare i pazienti durante la terapia con ofatumumab. In pazienti t rattati con il medicinale, classificati come anticorpi citolitici diretti contro il CD-20 si sono verificate infezione e riattivazione del virus dell'epatite B (HBV), che in alcuni casi hanno causato epatite fulminante, insufficienza epatica e morte. Sono stati riportati casi in pazienti che erano positivi per l'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg) e anche in quelli che erano positivi all'anticorpo core dell'epatite B (anti-HBc) ma HBsAg negativi. Si e' verificata riattivazione anche nei pazienti che sembravano aver risolto l'infezione da epatite B. La riattivazione del HBV e' definita come l'improvviso aumento della replicazione del HBV che si manifesta come un rapido aumento nel siero dei livelli di HBV DNA o nella rilevazione di HBsAg in un soggetto che era precedentemente HBsAg negativo e anti-HBc positivo. La riattivazione della replicazione di HBV e' spesso seguita da epatite, ovvero da un aumento dei livelli di transaminasi e, nei casi gravi, da un aumento dei livelli di bilirubina, da insufficienza epatica e da morte.Prima di iniziare il trattamento, esaminare tutti i pazienti per l'in fezione HBV, misurando HBsAg e anti-HBc. Non iniziare il trattamento nei pazienti con evidenza di infezione da epatite B in atto (HBsAg positivi) fino a quando l'infezione non sia stata adeguatamente trattata. Monitorare i pazienti con evidenza di precedente infezione da HBV per evidenziare segni clinici e di laboratorio di epatite o di riattivazione di HBV, durante il trattamento e per 6-12 mesi dopo l'ultima infusione del farmaco. La riattivazione del HBV e' stata segnalata fino a 12mesi dopo il completamento della terapia. L'interruzione della terapi a antivirale HBV deve essere discussa con medici esperti nel trattamento dell'epatite B. Nei pazienti che sviluppano riattivazione del HBV durante il trattamento, interrompere subito il farmaco e qualsiasi chemioterapia concomitante, e istituire un trattamento appropriato. Non esistono dati sufficienti riguardanti la sicurezza della ripresa del trattamento nei pazienti che sviluppano la riattivazione del HBV. La ripresa del trattamento nei pazienti nei quali la riattivazione del HBV sie' risolta deve essere discussa con medici esperti nel trattamento de ll'epatite B. Monitorare i pazienti con anamnesi di malattia cardiaca.Interrompere il medicinale nei pazienti che presentano aritmie cardia che gravi o a rischio di vita. L'effetto di dosi multiple del farmaco sull'intervallo QTc e' stato valutato in un'analisi aggregata di tre studi in aperto in pazienti con LLC (N = 85). Aumenti sopra i 5 millisecondi sono stati osservati negli intervalli QT/QTc medi/mediani in un'analisi aggregata. Non sono stati rilevati grandi cambiamenti nella media dell'intervallo QTc (cioe' > 20 millisecondi). Nessuno dei pazienti ha avuto un aumento del QTc maggiore di 500 millisecondi. Non e' stato rilevato un aumento del QTc dipendente dalla concentrazione. Si raccomanda un controllo nei pazienti degli elettroliti come potassio e magnesio prima e durante la somministrazione di ofatumumab. Correggere anomalie degli elettroliti. L'effetto di ofatumumab nei pazienti con intervalli QT prolungati non e' noto. Ostruzione intestinale e' stata riportata in pazienti che ricevevano una terapia con anticorpi monoclonali anti-CD20, incluso ofatumumab. I pazienti che presentano dolore addominale, specialmente all'inizio del ciclo della terapia con ofatumumab, devono essere valutati e deve essere istituito un trattamento appropriato. Citopenia, compresa neutropenia prolungata e ad insorgenza tardiva, sono state riportate durante la terapia con ofatumumab. La contaematica completa, inclusi i neutrofili, e la conta piastrinica devono essere effettuate ad intervalli regolari durante la terapia con ofatu mumab e piu' frequentemente nei pazienti che sviluppano citopenia. Questo medicinale contiene sodio.

Interazioni

Sebbene esistano dati limitati di interazione farmacologica con ofatumumab, non vi sono interazioni note con altri medicinali clinicamente significative. Ofatumumab non ha un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica del clorambucile o del suo metabolita attivo, mostarda dell'acido fenilacetico. L'efficacia dei vaccini vivi attenuati o inattivati puo' essere ridotta con ofatumumab. Pertanto, l'uso concomitante di questi agenti con ofatumumab deve essere evitato. Se la somministrazione concomitante viene giudicata inevitabile, si devono prendere in considerazione i rischi e i benefici di vaccinare i pazienti durante la terapia con ofatumumab.

Effetti indesiderati

Il profilo generale di sicurezza di ofatumumab nella LLC (precedentemente non trattata e recidiva o refrattaria) si basa su dati provenientida 511 pazienti negli studi clinici. Questo include 250 pazienti trat tati con ofatumumab da solo (nei pazienti con LLC recidiva o refrattaria) e 261 pazienti trattati in combinazione con un agente alchilante (nei pazienti con LLC non trattata in precedenza per i quali una terapia a base di fludarabina era inappropriata). Le reazioni avverse riportate con ofatumumab, sia da solo o in combinazione con un agente alchilante, sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e in base alla frequenza. Molto comune (>= 1/10); comune (da >= 1/100 a < 1/10); non comune (da >= 1/1.000 a < 1/100); raro (da >= 1/10.000 a < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezioni del tratto respiratorio inferiore, inclusa polmonite, infezioni del tratto respiratorio superiore; comune: sepsi, inclusa sepsi neutropenica e shock settico, infezioni da herpes virus, infezioni del tratto urinario; raro: infezione e riattivazione di epatite B. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: neutropenia, anemia; comune: neutropenia febbrile, trombocitopenia, leucopenia; non comune: agranulocitosi, coagulopatia, aplasia eritrocitaria, linfopenia. Disturbi del sistema immunitario. Comune: reazioni anafilattoidi, ipersensibilita'; non comune: shockanafilattico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune : sindrome da lisi tumorale. Patologie cardiache. Comune: tachicardia;non comune: bradicardia. Patologie vascolari. Comune: ipotensione, ip ertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune:broncospasmo, ipossia, dispnea, disturbi al torace, dolore faringolar ingeo, tosse, congestione nasale; non comune: edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea; comune: diarrea; non comune: ostruzione dell'intestino tenue. Patologie della cute e del tessutosottocutaneo. Molto comune: eruzione cutanea; comune: orticaria, prur ito, rossore. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: dolore alla schiena. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: piressia; comune: sindrome da rilascio delle citochine, rigidita', brividi, iperidrosi, affaticamento. Reazioni legate all'infusione: le ADR piu' frequentemente osservate nei pazienti che ricevevano ofatumumab negli studi clinici sono state le reazioni correlate all'infusione che si sono verificate nel 68% (348/511) dei pazienti in qualsiasi momento del trattamento. La maggioranza delle reazioni legate all'infusione sono state di gravita' di Grado 1 o Grado 2. L'otto per cento dei pazienti ha avuto reazioni legate all'infusione di Grado >=3 in qualsiasi momento del trattamento. Il due per cento delle reazioni legate all'infusione ha portato all'interruzione del trattamento. Non vi sono state reazioni dainfusioni fatali. Infezioni: dei 511 pazienti che ricevevano ofatumum ab negli studi clinici, 300 pazienti (59 %) hanno presentato un'infezione. Erano incluseinfezioni batteriche, virali o fungine. Centoquattrodei 511 pazienti (20 %) hanno presentato infezioni di Grado >= 3. Ven totto dei 511 pazienti (5 %) hanno presentato un'infezione fatale. Neutropenia: dei 511 pazienti che hanno ricevuto ofatumumab negli studi clinici, 139 pazienti (27%) hanno presentato un evento avverso associato ad una riduzione della conta dei neutrofili; 118 (23%) dei 511 pazienti hanno presentato eventi avversi associati ad una riduzione della conta dei neutrofili di Grado>=3. Quarantadue (8%) hanno presentato un evento avverso associato ad una riduzione della conta dei neutrofili. Nello studio principale nella LLC non trattata (OMB110911), neutropenia prolungata (definita come neutropenia di Grado 3 o 4 non risolta trai giorni 24 e 42 dell'ultimo trattamento) e' stata riportata in 41 pa zienti (23 pazienti trattati con ofatumumab e clorambucile, 18 pazienti trattati con clorambucile da solo). Nove pazienti trattati con ofatumumab e clorambucile, e tre pazienti trattati con clorambucile da solohanno presentato una comparsa tardiva della neutropenia, definita com e neutropenia di Grado 3 o 4 che inizia almeno 42 giorni dopo l'ultimotrattamento. Cardiovascolari: l'effetto di dosi multiple del prodotto sull'intervallo QTc e' stato valutato in un'analisi aggregata di stud i clinici in aperto in pazienti con LLC (N = 85). Nell'analisi aggregata sono stati osservati aumenti sopra i 5 msec nella media/mediana degli intervalli QT/QTc. Non sono stati rilevati ampi cambiamenti nella media dell'intervallo QTc (ovvero, >20 millisecondi). Nessuno dei pazienti ha presentato un aumento del QTc >500 msec. Non e' stato rilevato un aumento del QTc dipendente dalla concentrazione. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza e allattamento

Non vi sono dati sull'utilizzo di ofatumumab nelle donne in gravidanza. Gli studi nell'animale non indicano effetti dannosi diretti o indiretti relativi alla tossicita' riproduttiva. Ofatumumab non deve essere somministrato a donne in gravidanza a meno che il possibile beneficio per la madre superi il possibile rischio per il feto. Le donne in eta'fertile devono usare una contraccezione efficace durante il trattamen to con ofatumumab e nei 12 mesi successivi all'ultimo trattamento con ofatumumab. Non e' noto se ofatumumab sia escreto nel latte umano, tuttavia le IgG umane sono secrete nel latte umano. Non e' stato definitol'utilizzo sicuro di ofatumumab durante l'allattamento umano. L'escre zione di ofatumumab nel latte non e' stata studiata nell'animale. Datipubblicati suggeriscono che il consumo del neonato e del bambino di l atte materno non determina un assorbimento sostanziale di questi anticorpi materni nella circolazione. Un rischio per i neonati/bambini non puo' essere escluso. L'allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con ofatumumab e nei 12 mesi successivi al trattamento. Non vi sono dati sugli effetti di ofatumumab sulla fertilita' umana. Glieffetti sulla fertilita' maschile e femminile non sono stati valutati in studi nell'animale.