Norvir - Os 5fl 90ml 80mg/Ml

Dettagli:
Nome:Norvir - Os 5fl 90ml 80mg/Ml
Codice Ministeriale:030081018
Principio attivo:Ritonavir
Codice ATC:J05AE03
Fascia:H
Prezzo:449.58
Lattosio:Senza lattosio
Produttore:Abbvie Srl
SSN:Medicinale ospedaliero dispensabile in farmacia a totale carico del cittadino
Ricetta:RNRL - vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti art.93 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco ospedaliero esitabile in farmacia
Forma:Soluzione orale
Contenitore:Flacone
Iva:10%
Temp. Conservazione:Inferiore a +25 gradi, non congelare e non refrigerare
Scadenza:6 mesi

Denominazione

NORVIR Soluzione Orale

Formulazioni

Norvir - Os 5fl 90ml 80mg/Ml

Categoria farmacoterapeutica

Antivirale per uso sistemico.

Principi attivi

Ogni ml contiene 80 mg di ritonavir.

Eccipienti

Alcol, acqua depurata, olio di ricino poliossetilene 35, propilenglicole, acido citrico anidro, saccarina sodica, essenza di menta piperita, aroma caramello, giallo tramonto E110.

Indicazioni

In associazione con altri farmaci antiretrovirali per il trattamento di pazienti affetti da HIV-1 (adulti e bambini di eta' superiore ai 2 anni).

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o a qualsiasi degli eccipienti. Nel caso in cui ritonavir venga utilizzato come potenziatore farmacocinetico di altri Inibitori della Proteasi, si consiglia di consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto relativo all'inibitore della proteasi co-somministrato per le controindicazioni. Non deve essere somministrato come potenziatore farmacocinetico o come agente antiretrovirale ai pazienti affetti da malattia epatica scompensata. L'effetto di ritonavir di modulare l'enzima puo' essere dose-dipendente. Per alcuni prodotti, la controindicazione puo' essere piu' forte nei casi in cui ritonavir viene utilizzato come farmaco antiretrovirale piuttosto che quando viene utilizzato come potenziatore farmacocinetico (ad esempio, rifabutin e voriconazole).

Posologia

Viene somministrato per via orale e deve essere assunto preferibilmente a stomaco pieno. >>Ritonavir al dosaggio di potenziatore farmaceutico. Adulti: Amprenavir 600 mg due volte al giorno con ritonavir 100 mg due volte al giorno; Atazanavir 300 mg una volta al giorno con ritonavir 100 mg una volta al giorno; Fosamprenavir 700 mg due volte al giorno con ritonavir 100 mg due volte al giorno; Lopinavir 400 mg co-formulato con ritonavir 100 mg due volte al giorno; Saquinavir 1000 mg due volte al giorno con ritonavir 100 mg; Tipranavir 500 mg due volte al giorno con ritonavir 200 mg due volte al giorno. Bambini: e' raccomandato per i bambini di eta' pari o superiore ai 2 anni. Insufficienza renale: poiche' viene principalmente metabolizzato a livello epatico, potrebbe essere appropriato utilizzare con estrema cautela ritonavir come potenziatore farmacocinetico nei pazienti affetti da insufficienza renale, a seconda dello specifico inibitore della proteasi insieme al quale viene co-somministrato. Tuttavia, poiche' la clearance renale di ritonavir e' trascurabile, nei pazienti affetti da insufficienza renale non ci si attende una riduzione della clearance corporea totale. Insufficienza epatica: non dovrebbe essere somministrato come potenziatore farmacocinetico ai pazienti affetti da malattia epatica scompensata. E' necessario prestare estrema cautela nel caso in cui ritonavir venga somministrato come potenziatore farmacocinetico, questo perche' si potrebbe verificare un incremento dei livelli dell'inibitore della Proteasi co-somministrato. Le raccommandazioni specifiche in merito all'uso di ritonavir come potenziatore farmacocinetico nei pazienti affetti da insufficienza epatica sono dipendenti dall'inibitore della proteasi insieme al quale viene co-somministrato. >>Ritonavir al dosaggio pieno da agente antiretrovirale. Adulti: 600 mg (7,5 ml) due volte al giorno, per via orale; aumentare gradualmente la dose di ritonavir all'inizio della terapia puo' aiutare a migliorare la tollerabilita'. Il trattamento deve essere iniziato con 300 mg (3,75 ml) due volte al giorno per un periodo di tre giorni ed aumentato di 100 mg (1,25 ml) due volte al giorno fino a 600 mg due volte al giorno in un periodo di tempo non superiore ai 14 giorni.I pazienti non devono assumere 300 mg due volte al giorno per piu' di 3 giorni. Bambini (di eta' pari o superiore ai 2 anni): 350 mg/m^2 per bocca due volte al giorno e non si devono superare i 600 mg due volte al giorno. La dose iniziale e' di 250 mg/m^2, incrementata ad invervalli di 2-3 giorni di 50 mg/m^2 due volte al giorno. Quando possibile, la dose deve essere somministrata usando una siringa dosatore calibrata. Per calcolare il volume da somministrare (in ml) la superficie corporea deve essere moltiplicata per il fattore 3,1 per una dose da 250 mg/m^2; per 3,8 per una dose da 300 mg/m^2 e per 4,4 per una dose da 350 mg/m^2. Disturbi renali: la clearance renale di ritonavir risulta trascurabile; pertanto, nei pazienti affetti da insufficienza renale, non ci si aspettano diminuzioni della clearance corporea totale. Poiche' ritonavir e' fortemente legato alle proteine plasmatiche, e' improbabile che possa essere eliminato in modo significativo mediante emodialisi o dialisi peritoneale. Disturbi epatici: Ritonavir e' metabolizzato ed eliminato essenzialmente a livello epatico. Dati farmacocinetici indicano che non e' necessario un aggiustamento della dose in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. Non deve essere somministrato a pazienti con grave insufficienza epatica. Non e' necessario alcun aggiustamento del dosaggio in caso di pazienti anziani. Il sapore amaro del prodotto puo' essere attenuato se il prodotto viene miscelato a latte e cioccolato.

Conservazione

Conservare al di sotto di 25 gradi C e usare entro la data di scadenza riportata sul flacone. Non refrigerare o congelare. Evitare l'esposizione al calore eccessivo. Conservare il flacone ben chiuso.

Avvertenze

Non rappresenta una cura per l'infezione da HIV-1 o l'AIDS; i pazienti potrebbero essere soggetti a sviluppare infezioni opportunistiche ed altre complicanze legate all'infezione da HIV-1. Non e' stato ancora dimostrato che la terapia antiretrovirale attualmente utilizzata sia in grado di prevenire il rischio di trasmissione dell'HIV ad altri attraverso il sangue o i rapporti sessuali; occorre quindi continuare ad usare le dovute precauzioni per evitarne la trasmissione. >>Ritonavir utilizzato al dosaggio di farmaco antiretrovirale o potenziatore farmacocinetico. Diarrea cronica o malassorbimento: e' necessario esercitare un controllo maggiore in quanto potrebbe compromettere l'assorbimento e l'efficacia terapeutica (dovuta a ridotta aderenza) del ritonavir o di altre terapie concomitanti e potrebbe compromettere anche la funzione renale. Sono stati segnalati casi di aumento degli episodi emorragici, tra cui ematomi cutanei ed emartro spontanei, nei pazienti affetti da emofilia di tipo A e B trattati con gli inibitori della proteasi; in alcuni pazienti e' stato necessario somministrare fattore VIII supplementare. Sono stati segnalati casi di comparsa del diabete mellito, di iperglicemia o di esacerbazione del diabete mellito gia' esistente nei pazienti in terapia con inibitori della proteasi. In alcuni di questi pazienti, l'iperglicemia si e' manifestata in forma grave ed in alcuni casi si e' anche associata a chetoacidosi. La terapia antiretrovirale combinata e' stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo nell'organismo (lipodistrofia) nei pazienti affetti da HIV. Le conseguenze a lungo termine di questi eventi sono al momento sconosciute e le conoscenze relative al meccanismo che e' alla base di questo fenomeno non sono complete. Si deve prendere in considerazione la possibile diagnosi di pancreatite nel caso in cui si presentino sintomi clinici (nausea, vomito, dolori addominali) o alterazioni dei valori di laboratorio (quali l'aumento della lipasi nel siero o dell'amilasi) suggestivi di pancreatite. Nei pazienti HIV-positivi che, al momento dell'inizio della terapia antiretrovirale combinata (CART), presentano immunodeficienza severa potrebbero verificarsi reazioni infiammatorie da agenti patogeni opportunistici asintomatici o residui e causare la comparsa di condizioni cliniche gravi o un aggravamento dei sintomi. Non deve essere somministrato a pazienti affetti da malattia epatica scompensata. I pazienti affetti da epatite cronica B o C sottoposti a trattamento con terapia antiretrovirale combinata sono esposti ad un rischio maggiore di insorgenza di danni epatici gravi e potenzialmente fatali. Nei casi in cui compaiano segni che indicano un peggioramento della malattia epatica, si deve prendere in considerazione l'interruzione o la sospensione della terapia. Non ci si attendono riduzioni della clearance corporea totale nei pazienti affetti da insufficienza renale in quanto la clearance renale di ritonavir e' trascurabile. Il medicinale contiene di olio di ricino poliossetilene che puo' causare disturbi gastrici e diarrea. Contiene, inoltre, il colorante giallo tramonto (E110) che potrebbe causare reazioni allergiche. La soluzione orale contiene alcol (43% v/v). Sono stati riportati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di combinazione (CART). >>Ritonavir al dosaggio di potenziatore farmacocinetico. I profili di interazione degli inibitori della Proteasi HIV, somministrati in associazione a ritonavir a basse dosi dipendendono dall'inibitore della proteasi specifico co-somministrato. Saquinavir: non si devono utilizzare dosi di ritonavir superiori a 100 mg due volte al giorno. La co-somministrazione di saquinavir e ritonavir ha dato luogo alla comparsa di gravi effetti indesiderati, soprattutto chetoacidosi diabetica e disturbi epatici, specialmente nei pazienti affetti da epatopatia pre-esistente. Tipranavir: somministrato in associazione a 200 mg di ritonavir e' stato associato ad episodi di epatite clinicamente manifesta ed a scompenso epatico, alcuni casi dei quali fatali. Nei pazienti affetti da epatite cronica B o C e' necessaro un controllo piu' attento in quanto questi pazienti sono esposti ad un aumentato rischio di epatotossicita'. La somministrazione associata di fosamprenavir e ritonavir assunto a dosi superiori a 100 mg due volte al giorno non e' stata valutata dal punto di vista clinico. La co-somministrazione di atazanavir e ritonavir a dosi superiori a 100 mg una volta al giorno non e' stata valutata dal punto di vista clinico.

Interazioni

Non si puo' suppore che le seguenti avvertenze e precauzioni siano valide anche quando ritonavir viene utilizzato al dosaggio di potenziatore farmacocinetico pari a 100 mg ed a 200 mg. Nel caso in cui ritonavir venga utilizzato come potenziatore farmacocinetico, devono essere prese in considerazione tutte le informazioni dettagliate disponibili sulle avvertenze e precauzioni relative allo specifico Inibitore della Proteasi utilizzato e, di conseguenza, si deve consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto specifico di quell'Inibitore della Proteasi per stabilire se le informazioni contenute qui di seguito siano valide. Inibitori della PDE5: particolare cautela deve essere usata nel caso in cui si prescriva sildenafil, tadalafil o vardenafil ai pazienti sottoposti a terapia con ritonavir. E' molto probabile che la somministrazione concomitante di ritonavir e di questi medicinali possa causare un sostanziale aumento delle loro concentrazioni plasmatiche e possa essere associata alla comparsa di aventi avversi come ipotensione ed erezione prolungata. Inibitori della HMG-CoA- Riduttasi (simvastatina e lovastatina): presentano un metabolismo in larga misura dipendente dal CYP3A, pertanto l'uso concomitante di ritonavir, simvastatina o lovastatina e' sconsigliato a causa di un aumento del rischio di insorgenza di miopatie compresa la rabdomiolisi. Qualora ritonavir debba essere sia utilizzato in concomitanza con atorvastatina, che viene metabolizzata in misura minore dal CYP3A, si deve prestare molta cautela e di deve considerare una riduzione del dosaggio. Sebbene l'eliminazione di rosuvastatina non dipenda dal CYP3A, in caso di co-somministrazione con ritonavir si e' osservato un incremento dell'esposizione alla rosuvastatina . Il meccanismo di questa interazione non e' chiaro, ma potrebbe essere causato da una inibizione delle proteine di trasporto. Nei casi in cui siano impiegate in associazione a ritonavir a dosaggio di potenziatore farmacocinetico o di antiretrovirale, e' necessario somministrare il dosaggio piu' basso possibile di atorvastatina o rosuvastatina. Il metabolismo di pravastatina e fluvastatina non e' dipendente dal CYP3A, e non sono attese interazioni con ritonavir. Nei casi in cui sia necessario intraprendere una terapia con inibitori dell'HMG-CoA-Reduttasi, si raccomanda l'utilizzo di pravastatina o fluvastatina. Digossina: si deve prestare particolare cautela nel prescrivere ritonavir a pazienti sottoposti a trattamento a base di digossina dal momento che ci si attende che la co-somministrazione di ritonavir e digossina aumenti i livelli di digossina. L'incremento dei livelli di digossina puo' attenuarsi nel tempo. Nei pazienti gia' in terapia con la digossina nel momento in cui si inizia il trattamento con ritonavir, il dosaggio della digossina dovrebbe essere ridotto della meta' rispetto a quello normalmente indicato per il paziente; inoltre il paziente stesso deve essere sottoposto ad controllo piu' ravvicinato e scrupoloso del normale per numerose settimane dopo l'inizio della co-somministrazione di digossina e ritonavir. Nei pazienti gia' in terapia con ritonavir nel momento in cui si inizia il trattamento con digossina, la digossina dovrebbe essere iniziata con uno schema di dosaggio piu' graduale del solito. Durante questo periodo, i livelli di digossinemia devono essere controllati piu' frequentemente del solito, con aggiustamenti di dose se resi necessari dal quadro clinico, elettrocardiografico e dai dosaggi della digossinemia. Etinil-estradiolo: nel caso in cui ritonavir venga somministrato alle dosi terapeutiche o a basse dosi, si deve ricorrere ad anticoncezionali barriera o ad altri metodi contraccettivi non ormonali in quanto e' probabile che ritonavir riduca il loro effetto ed alteri il profilo emorragico uterino nel caso in cui venga co-somministrato a contraccettivi contenenti estradiolo. Glicocorticoidi: l'impiego contemporaneo di ritonavir e fluticasone o degli altri glicocorticoidi che vengono metabolizzati dal CYP3A4 e' sconsigliato a meno che i benefici potenziali derivanti dalla terapia non risultino superiori al rischio di effetti sistemici provocati dai corticosteroidi, tra cui la sindrome di Cushing e la soppressione surrenalica. Trazodone: bisogna prestare particolare cautela nel prescrivere ritonavir a pazienti sottoposti a trattamento con trazodone. Trazodone e' un substrato del CYP3A4 e ci si attende che la co-somministrazione con ritonavir aumenti i livelli di trazodone. In studi di interazione a dose singola eseguiti su volontari sani si sono osservati vari effetti indesiderati come la nausea, il senso di barcollamento e di instabilita', l'ipotensione e la sincope.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati associati all'impiego di ritonavir al dosaggio di potenziatore farmacocinetico dipendono dall'Inibitore della Proteasi specifico co-somministrato. >>Ritonavir al dosaggio di agente antiretrovirale. Molto comune (>=1/10), comune (>=1/100 <1/10), non comune (>=1/1000 <1/100) e raro (>=1/10,000 <1/1,000). Alterazioni del sistema immunitario. Comune: reazioni allergiche tra cui orticaria, lievi eruzioni cutanee, broncospasmo e angioedema. Raro: anaflassi e sindrome di Stevens Johnson. Alterazioni del sangue e del sistema linfatico. Comune: riduzione della conta dei globuli bianchi, riduzione dell' emoglobina, riduzione dei neutrofili, incremento degli eosinofili. Non comune: incremento della conta dei globuli bianchi, incremento dei neutrofili e incremento del tempo di protrombina. Non nota: trombocitopenia. Alterazioni del metabolismo e della nutrizione. Non comune: disidratazione, diabete mellito. Raro: iperglicemia. Non nota: ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, iperuricemia. Alterazioni del sistema nervoso. Molto comune: alterazione del gusto, parestesia periorale e periferica, cefalea. Comune: vertigini, parestesia, iperestesia, sonnolenza, insomnia, ansia. Non nota: crisi epilettiche, sincope. Alterazioni del sistema vascolare. Comune: vasodilatazione. Non nota: ipotensione ortostatica. Alterazione dell'apparato respiratorio, del torace e del mediastino. Comune: faringite, aumento della tosse. Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Molto comune: dolore addominale, nausea, diarrea, vomito. Comune: dispepsia, anoressia, irritazione della gola, flatulenza, secchezza delle fauci, eruttazioni, ulcere orali. Alterazioni del sistema epatobiliare. Non comune: epatitie e ittero. Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, prurito, sudorazione, lipodistrofia. Alterazione dell'apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Comune: aumento della creatin-fosfochinasi, mialgia. Non comune: miosite, rabdomiolisi. Alterazioni renali e delle vie urinarie. Non nota: insufficienza renale. Disordini del sistema riproduttivo e della mammella. Non nota: menorragia. Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione. Molto comune: astenia. Comune: febbre, dolore, calo ponderale. Indagini diagnostiche. Comune: incremento di GGT, incremento di CPK, incremento di trigliceridi, incremento di SGPT, incremento di SGOT; incremento delle amilasi, incremento dell'acido urico, riduzione del potassio, riduzione della tiroxina libera e totale. Non comune: iperglicemia, Ipocalcemia, ipermagnesemia, iperbilirubinemia, incremento della fosfatasi alcalina. Gli effetti riportati come aventi frequenza non nota sono stati identificati mediante la sorveglianza post-marketing. Pazienti in trattamento con ritonavir da solo o associato ad altri antiretrovirali hanno mostrato transaminasi fino a 5 volte il valore normale, epatiti clinicamente manifeste ed ittero. La terapia antiretrovirale combinata e' stata associata, in pazienti HIV, alla ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia) incluso il calo del grasso sottocutaneo periferico e facciale, aumento del grasso intra-addominale e viscerale, ipertrofia nascente ed accumulo del grasso nella zona dorsocervicale (gibbo). Alterazioni del metabolismo come ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, resistenza all'insulina, iperglicemia e iperlattosemia. Nei pazienti HIV-positivi affetti da grave immunodeficienza si potrebbero verificare reazioni infiammatorie o infezioni opportunistiche asintomatiche o residue. Pazienti in terapia con ritonavir hanno manifestato pancreatite, compresi coloro che hanno sviluppato ipertrigliceridemia, in alcuni casi con esito fatale. Pazienti con conclamata infezione HIV possono essere a rischio di ipertrigliceridemia e pancreatite. Casi di osteonecrosi sono stati riportati soprattutto in pazienti con fattori di rischio generalmente noti, con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di combinazione (CART). La frequenza di tali casi e' sconosciuta.

Gravidanza e allattamento

Un numero limitato (> 800) di donne in gravidanza e' stato esposto a ritonavir nel corso della gestazione; un numero molto limitato (< 300) di donne in gravidanza e' stato esposto a ritonavir nel corso del primo trimestre. Questi dati si riferiscono in larga misura ad esposizioni in cui ritonavir e' stato utilizzato in terapia combinata e non a dosi terapeutiche ma a dosi piu' basse da potenziatore farmacocinetico di altri Inibitori della Proteasi. Non si e' verificato un aumento del tasso di difetti alla nascita rispetto ai tassi osservati nei sistemi di controllo di popolazione dei difetti alla nascita. L'uso del farmaco puo' essere preso in considerazione in gravidanza solo quando i benefici superano il rischio a carico del feto. Interagisce negativamente con i contraccettivi orali; di conseguenza, durante il trattamento, si dovrebbe ricorrere ad un metodo di contraccezione alternativo, efficace e sicuro. Non e' noto se questo medicinale sia escreto nel latte umano. Le donne con infezione da HIV non devono in nessun caso allattare al seno i propri neonati, per evitare la trasmissione dell' HIV.