Diabete, secondo immunologo statunitense in futuro si curerà con smartphone


Controllare la glicemia attraverso un’app sul proprio smartphone, anziché tramite pillole e iniezioni: uno scenario che non appare troppo improbabile a Luis Ulloa, immunologo presso la Rutgers New Jersey Medical School, in uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Trends in Molecular Medicine.

Secondo Ulloa è possibile sfruttare la “rete elettrica” del nostro organismo per manipolarlo e controllarne il funzionamento, proprio come accade con una rete elettrica casalinga accendendo o spegnendo la luce in una stanza.

Nel 2014, Ulloa e il suo team dimostrarono che la trasmissione di brevi impulsi elettrici nel corpo di topi da laboratorio attraverso aghi da agopuntura stimola il nervo vago (che connette collo, cuore, polmoni e addome al cervello) e aiuta a prevenire la sepsi, la principale causa di decessi nei reparti ospedalieri di terapia intensiva.

Il nuovo studio ha esaminato i risultati di una vasta gamma di ricerche sulla stimolazione dei nervi, dall’agopuntura tradizionale a quella moderna, passando per la neuromodulazione, procedura che permette di alleviare dolori cronici e i sintomi del Parkinson. Secondo le conclusioni di Ulloa e colleghi, tali procedure possono essere utili al trattamento di patologie infiammatorie come l’artrite e di infezioni letali come la sepsi.

Ulloa riferisce che in questi studi sono stati evidenziati effetti terapeutici positivi nel trattamento di colite, diabete, obesità, pancreatite, paralisi e infezioni potenzialmente letali. I vantaggi deriverebbero soprattutto dalla medicina bioelettronica, che mira a curare patologie croniche attraverso segnali elettrici inviati all’organismo tramite impianti in miniatura. «Basti pensare al pacemaker e a come ha allungato la vita ai pazienti affetti da aritmia cardiaca», ha dichiarato Ulloa. «Riteniamo che questo tipo di medicina possa essere usata per tutto l’organismo».

I dati raccolti, secondo Ulloa, andrebbero messi a confronto con gli studi più recenti condotti su modelli sperimentali e animali. Questo comporterebbe il riconoscimento dei vantaggi clinici derivati da procedure come l’agopuntura, la cui efficacia è discussa e controversa in ambito scientifico. Stando a Ulloa, l’efficacia della tecnica dipende dall’esperienza di chi la pratica e dalla precisione degli aghi. Secondo l’immunologo è necessario condurre studi più approfonditi per comprendere le ragioni del successo di questa tecnica in ambiti come il recupero post-operatorio, l’osteoartrite, l’emicrania, i dolori articolari, l’infarto, lo stress post-traumatico e le dipendenze. «In futuro», conclude il ricercatore, «credo che anziché prendere una pillola quando siamo ammalati, saremo connessi al cellulare per controllare il funzionamento del nostro organismo».