L'aspirina riduce i rischi di un secondo infarto ma solo un paziente su 2 la prende

Il 60% dei cardiopatici a cui è stata prescritta non prende la cosiddetta aspirinetta


L'aspirina a basse dosi viene raccomandata a molti cardiopatici in tutto il mondo, ma in particolare a chi ha avuto un infarto, in quanto l'uso regolare del medicinale ha dimostrato di ridurre i rischi di un secondo episodio cardiaco. Eppure - rivela un nuovo studio - il farmaco, peraltro poco costoso e rinvenibile in ogni angolo del globo, viene usato da meno della metà dei pazienti a cui è stato consigliato. E il suo uso è nettamente inferiore nei Paesi più' poveri rispetto a quelli sviluppati.

Pubblicata sulla rivista scientifica Jama, l'indagine denuncia che a livello generale solo il 40% dei cardiopatici a cui è stata prescritta, prende la cosiddetta aspirinetta.

Analizzando la distribuzione geografica dei pazienti, gli scienziati hanno osservato che in Paesi come l' Etiopia, il Benin, l'Afganistan solo il 16,5% dei malati che dovrebbe farne uso, lo fa effettivamente. Al contrario in Inghilterra, America ed aree simili si arriva ad una 65% di cardiopatici che usa l'aspirina per prevenire infarti e ictus.

La ricerca è stata condotta alla Washington University, alla University of Michigan con la collaborazione di altre istituzioni internazionali: i dati hanno riguardato 51 Paesi dove i sondaggi sull'uso del farmaco sono stati condotti e riveduti per 7 anni, dal 2013 al 2020.
   

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