Medici senza frontiere chiede di tagliare i costi del nuovo farmaco anti tubercolosi

Medici senza frontiere chiede di tagliare i costi del nuovo farmaco anti tubercolosi

"La casa farmaceutica Johnson and Johnson consenta di salvare più vite"


 Le persone affette da tubercolosi resistente ai farmaci non hanno accesso ai migliori trattamenti in parte a causa del prezzo troppo alto. E' la denuncia di Medici Senza Frontiere (Msf) nel nuovo rapporto "DR-TB Drugs Under the Microscope" pubblicato oggi in occasione della 49ma Conferenza mondiale sulla salute polmonare che si apre domani all'Aia. Msf si appella in particolare alla società farmaceutica Johnson and Johnson (J&J) affinché dimezzi il prezzo del nuovo farmaco anti tubercolosi, e consenta così che "più vite possano essere salvate".

    L'azienda farmaceutica ha recentemente annunciato una riduzione del prezzo della bedaquilina in alcuni Paesi, ma ciò ancora non consente di rendere il farmaco accessibile in Paesi duramente colpiti dall'epidemia: il prezzo di 400 dollari per sei mesi di trattamento è ancora troppo alto - afferma Msf in una nota - perché alcuni pazienti hanno bisogno del farmaco per molto più tempo, il che fa aumentare ancora di più i costi.
    "J&J ha ricevuto cospicui fondi dai contribuenti del governo degli Stati Uniti e dagli altri governi per lo sviluppo della bedaquilina - dicono da Medici senza frontiere - e quindi ha la responsabilità di assicurarsi che le persone abbiano un ritorno da questo investimento, rendendo il farmaco accessibile per chi ne ha bisogno". Per questo "Msf chiede alla J&J di rilasciare una licenza non esclusiva alla Medicines Patent Pool per consentire la competizione tra produttori generici e un conseguente abbassamento dei prezzi".
    Si stima che circa 558.000 persone abbiano sviluppato la DR-TB nel corso del 2017, ma solo il 25% dei casi ha ricevuto un trattamento specifico. I trattamenti standard in uso nella maggior parte dei Paesi (diversi da quelli innovativi) richiedono ai pazienti di prendere fino a 14.000 pillole per circa due anni, includono fino a otto mesi di dolorose iniezioni giornaliere e causano gravi effetti collaterali. Il tasso di guarigione è solo del 55%.
    In agosto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato di espandere l'uso della bedaquilina (prodotta da J&J), di farlo diventare il principale farmaco per il trattamento della DR-TB. (ANSA).
   

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