Immunoterapia CAR-T, nuove scoperte sui linfociti per una cura con meno effetti collaterali


L’immunoterapia CAR-T può funzionare anche con altre tipologie di linfociti. Un recente studio pubblicato su Cell Stem Cell riporta che i linfociti NK possono essere creati a partire da staminali, e che la loro attività garantisce benefici diversi rispetto all’immunoterapia standard, con meno effetti collaterali. Lo studio, a cura degli atenei statunitensi della California e del Minnesota, è stato condotto su un modello animale di tumore ovarico.

Dan Kaufman, uno dei coordinatori della ricerca, spiega che uno dei principali successi dello studio consiste proprio nell’aver superato gli ostacoli nella creazione di cellule immunitarie geneticamente modificate: «Abbiamo dimostrato che si possono creare, a partire da cellule staminali, linfociti NK dotate del recettore CAR per trattare tumori resistenti alle terapie standard».

Negli ultimi anni sono stati numerosi gli investimenti sull’immunoterapia CAR-T: la cura si basa sull’estrazione di linfociti T dal flusso sanguigno del paziente, per modificarli geneticamente con il recettore chimerico di antigene (CAR). Questo recettore si lega con una specifica proteina espressa dalle cellule tumorali. I linfociti T così modificati vengono cresciuti in coltura e successivamente somministrati al paziente.

Il vantaggio principale dei linfociti NK è che non devono necessariamente corrispondere a uno specifico paziente: «Un solo campione di linfociti NK modificati può essere usato per curare migliaia di pazienti: questo significa che possiamo sviluppare un trattamento standardizzato da affiancare ad altre terapie anti-tumorali», spiega Kaufman.

I primi test sulla terapia CAR-T hanno avuto risultati promettenti, ma con qualche limite significativo: non solo si tratta di un trattamento personalizzato, con un processo che richiede molto tempo e dispendio economico, ma esistono effetti collaterali anche gravi, e il successo del trattamento non è garantito.

«I linfociti NK potrebbero essere molto più sicuri», ha dichiarato Kaufman, che sta lavorando per sperimentare la terapia in uno studio clinico su esseri umani. La sperimentazione animale, condotta su un modello di tumore ovarico, ha dato risultati positivi con meno effetti tossici rispetto alla terapia CAR-T classica. Secondo Kaufman, i benefici della nuova terapia potrebbero estendersi anche ai tumori del seno, del colon e del cervello, ma non solo: anche le leucemie potrebbero essere un obiettivo concreto per la cura.