Emofilia, alla Palestina farmaci dal plasma dei donatori italiani

Emofilia, alla Palestina farmaci dal plasma dei donatori italiani

Saranno utilizzati per programmi di profilassi bambini


  A partire dal 2019 i circa mille pazienti emofilici che vivono in Palestina potranno essere curati con i fattori di coagulazione messi a disposizione da alcune regioni italiane, che derivano dal plasma raccolto dalle donazioni. Il progetto, che si inserisce in una iniziativa che ha già portato i farmaci italiani in diversi paesi dall'Albania all'Armenia, è stato presentato durante una tavola rotonda organizzata al Senato da Fondazione Emo e FedRed.
    I plasmaderivati, in eccedenza rispetto al fabbisogno, saranno ottenuti dalla lavorazione del plasma raccolto presso i servizi trasfusionali e le unità di raccolta associative da parte delle Regioni Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria, e saranno utilizzati per i programmi di profilassi nei bambini con emofilia, al fine di prevenire le complicanze ortopediche e invalidanti della malattia, e attuare la terapia domiciliare e programmare interventi chirurgici nei pazienti stessi.

Oltre alla donazione di prodotto, è in fase di approvazione da parte dell'Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (Aics) un progetto, promosso dal Centro Nazionale Sangue (Cns) e coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) finalizzato a sviluppare il Registro nazionale di patologia, cartelle cliniche dedicate, l'allestimento di 5 laboratori presso altrettanti Centri e la formazione del personale locale. "Il sistema plasma e medicinali plasmaderivati - ha affermato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pier Paolo Sileri -, quale parte del sistema trasfusionale basato sulla donazione volontaria e non remunerata di circa un milione e settecento mila donatori, costituisce un bene prezioso e da tutelare non solo perché consente la risposta adeguata ai bisogni terapeutici di migliaia di pazienti italiani, ma perché oggi garantisce il trattamento di molti pazienti stranieri, dimostrandosi come un modello da esportare e un biglietto da visita per il sistema Italia". 
   

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