Nati prematuri, da dicembre genitori con i bimbi per 24 ore

Nati prematuri, da dicembre genitori con i bimbi per 24 ore

Al Gemelli di Roma. Il 17 la Giornata mondiale della prematurità


- Dal prossimo mese verrà garantito ai genitori dei bambini nati prematuri l'accesso 24 ore su 24 nei reparti di terapia intensiva neonatale (Tin), Sub-Tin e patologia neonatale della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli IRCCS. L'obiettivo è quello di promuovere un più stretto contatto tra mamma e papà e i piccoli nati pre-termine anche attraverso la Kangaroo mother care, la pratica di fornire un continuo contatto pelle a pelle tra genitori e neonato, favorendo così l'allattamento materno e riducendo i tempi di ospedalizzazione. L'iniziativa arriva alla vigilia della Giornata mondiale della prematurità che si celebra domani sabato 17 novembre Tenere sempre alta l'attenzione nei confronti dei prematuri è anche l'obiettivo della Società italiana di neonatologia (Sin) che raccomanda di garantire l'accesso per tutto il giorno e la notte in tutte le Tin italiane, corsi di rianimazione per i neonatologi e rete di follow-up strutturata per migliorare l'assistenza neonatale in tutto il Paese.
    "Nel 2017 sono stati 1078 i neonati ricoverati presso la Uoc di Neonatologia del Gemelli - dice il direttore del reparto Giovanni Vento - di cui 370 in terapia intensiva neonatale, 200 in sub-terapia intensiva neonatale e 508 in patologia neonatale.
    I nati pre-termine, cioè prima della 37ma settimana di età gestazionale sono stati 655, con 144 neonati nati prima delle 32 settimane".
    L'Associazione Genitin Onlus (Associazione genitori per la terapia intensiva neonatale) del Gemelli dal 2003, offre un sostegno concreto promuovendo incontri con le mamme e i papà dei bambini ricoverati, donando nuovi apparecchi, finanziando progetti assistenziali e ricerca scientifica. Oggi l'Associazione sarà presente nella hall del Policlinico Gemelli con un'iniziativa aperta al pubblico per offrire ai genitori dei bambini nati pre-termine un momento di condivisione e per diffondere una conoscenza più approfondita sulle numerose necessità di un neonato prematuro. Verranno donati sacchetti di castagne, simbolo del bambino prematuro, un piccolo guerriero cullato come il riccio fa con la castagna e verrà distribuito materiale informativo sulla Giornata. Inoltre l'Associazione Cuore di maglia Onlus, che sostiene la prematurità, offrirà lavori fatti a mano dai volontari.

Neonatologi propongono patto per tutelare i bambini

Un patto tra istituzioni e luoghi di cura, tra associazioni e famiglie, per tutelare i nati pretermine. E' questa la proposta che viene dalla Sin, la Società italiana di neonatologia (Sin), in occasione della Giornata mondiale della prematurità che si celebra il 17 novembre. L'associazione dei neonatologi lancia un appello per migliorare l'assistenza neonatale in tutto il Paese: un invito raccolto già dal Ministero della Salute.
La Sin e le Neonatologie italiane intendono impegnarsi, soprattutto, su alcuni punti. Il primo è garantire l'accesso 24 ore su 24 ai genitori in tutte le Terapie intensive neonatali (Tin): oggi, infatti, solo il 61% lo permette. I medici propongono inoltre l'organizzazione di corsi di rianimazione neonatale per tutti i neonatologi, per assicurare la migliore assistenza possibile in sala parto in tutti i punti nascita italiani.
Infine, spiegano come sia importante migliorare l'assistenza dopo la dimissione, con una rete di servizi di follow-up organizzata e strutturata, oggi sottodimensionata rispetto alle reali esigenze e troppo eterogenea geograficamente.
"I neonati pretermine, cioè quelli che vengono al mondo prima della 37ma settimana di età gestazionale, sono una grande sfida per la neonatologia e per la società" dichiara il presidente della Società italiana di neonatologia, Fabio Mosca.
L'Italia oggi è uno dei Paesi con il più basso tasso di mortalità al mondo per neonati di peso inferiore a 1500 grammi (con un rischio di mortalità neonatale del 39% superiore al Sud rispetto che al resto d'Italia). I dati del Vermont Oxford Network evidenziano una mortalità nazionale dell'11,3% rispetto al 14,3% delle più importanti Tin a livello mondiale. 
   

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