A Luigi Naldini il premio Louis Jeantet per la medicina traslazionale

A Luigi Naldini il premio Louis Jeantet per la medicina traslazionale

Al direttore del San Raffaele Telethon per la ricerca genica


La Fondazione Louis-Jeantet ha assegnato a Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon Insititute for Gene Therapy (SR-Tiget) e professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, il premio Louis-Jeantet 2019 "per la sua pionieristica attività di ricerca, che ha portato la terapia genica dal contesto sperimentale alle prime applicazioni cliniche, grazie a cui sono già stati trattati pazienti con diverse malattie genetiche".

Da quando è stato indetto nel 1986 fino ad oggi, spiega una nota della Fondazione, i Premi Louis-Jeantet sono stati attribuiti a 90 ricercatori di fama internazionale, di questi ben 12 sono hanno successivamente ricevuto il Premio Nobel per la fisiologia o la medicina, o il Premio Nobel per la chimica. Insieme a Luigi Naldini, il premio è andato anche a Botond Roska, uno dei direttori fondatori dell’Istituto di Oftalmologia Clinica e Molecolare a Basilea (IOB), per la scoperta dei principi basilari del processamento delle informazioni visive e lo sviluppo di strategie terapeutiche per il trattamento dei difetti della retina.

Luigi Naldini si laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Torino, e consegue un dottorato di ricerca all’Università La Sapienza di Roma. Negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui l’Outstanding Achievement Award dalla Società americana di terapia genica e cellulare nel 2014 e dalla ESGCT nel 2015, il premio Jiemenz Diaz nel 2016 e il Van Beutler Award della Società americana di ematologia nel 2017.

I numerosi premi sottolineano come negli ultimi vent’anni Luigi Naldini sia stata una figura cardine nello sviluppo e nell’applicazione dei vettori lentivirali per il trasferimento genico. Questi, oltre a essere tra gli strumenti più utilizzati nel campo della ricerca biomedica, stanno mostrando sicurezza ed efficacia nei trial clinici per il trattamento di gravi malattie genetiche e per alcuni tipi di tumore.

La ricerca sperimentale di Luigi Naldini, conclude il comunicato, "continua a proporre nuove ed innovative soluzioni per migliorare ulteriormente l’efficacia e la sicurezza della terapia genica, quale l’editing mirato di geni. Questi studi aprono la via alla correzione, anziché alla sostituzione dei geni, un approccio potenzialmente rivoluzionario in grado di espandere sostanzialmente gli obiettivi e la potenza della manipolazione genetica".

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