>>>ANSA/ Verso stop Francia per alcuni tipi di protesi al seno

Rischio raro ma grave per un linfoma, atteso annuncio


L'ANSM, l'agenzia sanitaria francese per la sicurezza dei prodotti medici, ha deciso di vietare tutti i modelli di protesi mammarie a superficie macro-testurizzata e in poliuretano. Lo si legge in una lettera di cui è venuto in possesso il programma RAI 'Report'. Fonti dell'agenzia, con sede a Parigi, hanno risposto all'ANSA di non poter "confermare la veridicità" di tale lettera ma hanno anticipato che "domani mattina ci sarà una conferenza stampa con una serie di annunci".
    Secondo recenti studi scientifici queste protesi sarebbero associate a una rara forma di linfoma, l'ALCL. Nella lettera, inviata a una delle aziende interessate, che l'ANSA ha potuto visionare, l'autorità sanitaria che vigila sui dispositivi medici annuncia che vieterà in tutta la Francia la produzione, l'immissione sul mercato, l'impianto, la promozione di questi modelli di protesi al seno. Ai produttori viene chiesto di ritirare tutti i lotti attualmente in circolazione, "per il pericolo raro, ma grave" che questo genere di dispositivi potrebbe costituire. Le protesi al seno sono sotto la lente delle agenzie sanitarie internazionali per indagare sulla loro sicurezza e su un possibile collegamento con l'insorgenza di una rara forma tumorale di linfoma non-Hodgkin che si sviluppa a carico del sistema immunitario, il Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule (ALCL). Al momento, pero', non e' provato alcun legame causale tra protesi e insorgenza del tumore e quello francese sarebbe il primo intervento. La preoccupazione per questo tipo di protesi aveva fatto accendere i riflettori degli organismi sanitaria già da tempo e se lo stop sara' confermato ufficialmente dalla Francia, che ha gia' vissuto lo scandalo delle protesi al seno Pip, altri paesi potrebbero decidere di applicare scelte simili.
    Il ministero della Salute italiano gia' dal 2014 e' parte di una task force internazionale che monitora tale patologia. Nel 2015, il ministero ha emanato una circolare con l'obiettivo di sensibilizzare tutti gli operatori sanitari del settore ad "una corretta diagnosi di ALCL in presenza di sintomatologia sospetta" e lo scorso febbraio ha ribadito le raccomandazioni per medici e pazienti in una lettera inviata agli Assessorati alla sanita' di tutte le Regioni e Provincie Autonome. In Usa, invece, si sono svolte una serie di audizioni nella sede dell'ente per la regolamentazione dei farmaci Food and drug administration (Fda) proprio per stabilire i rischi per la salute legati alle protesi al seno denunciati da molte donne. I casi di questo tipo di tumore in donne statunitensi con protesi, registrati dalla Fda, sono ad oggi 457. Le pazienti colpite, spesso da sintomi cosi' forti da richiedere la rimozione delle protesi, sono sfilate una dopo l'altra a raccontare le loro storie: alcune sono state colpite dopo anni dall'impianto da forme di questo tumore gravi e persino metastatizzate. L'insorgenza dei sintomi, infatti, varia da 1 a 22 anni dalla data dell'impianto, con un tempo medio di 6,8 anni. (ANSA).
   

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