Stimolazione wireless, altri 3 pazienti tornati a camminare

Tecnica Courtine ha ridato funzionalità arti a 6 paraplegici


Altri tre pazienti paraplegici hanno recuperato la funzionalità delle gambe e ricominciato a camminare grazie alla tecnica di stimolazione elettrica del midollo spinale 'wireless', messa a punto dal gruppo di Grégoire Courtine, titolare della Cattedra della International Paraplegic Foundation presso il Politecnico Federale di Losanna, e Jocelyne Bloch del Policlinico Universitario di Losanna. Ad annunciarlo, in un'intervista all'ANSA, è lo stesso Courtine. Ad oggi sono 6 i pazienti che hanno recuperato la funzionalità delle gambe con la tecnica Stimo STImulation Movement Overground.
    Courtine domani presenterà i risultati della tecnica in un convegno alla Fondazione Santa Lucia IRCCS. Nel 2018 il gruppo di ricerca svizzero, in un doppio studio su Nature, aveva annunciato i risultati della sperimentazione che, per la prima volta, aveva permesso a tre persone paraplegiche di tornare a camminare. "Adesso - afferma Courtine - sono quindi 6 le persone paraplegiche che hanno ripreso a camminare attraverso la stimolazione wireless, che veicola impulsi di stimolazione midollare attraverso un impianto senza fili. Abbiamo dimostrato così un miglioramento della funzione neurologica in questi pazienti e ciò è sorprendente. Per 2 dei 6 pazienti, inoltre, si è registrato un miglioramento del controllo della funzionalità degli arti anche quando la stimolazione elettrica veniva spenta.
    Un recupero importante e impensabile - sottolinea - al quale si affianca un percorso di riabilitazione". Il prossimo passo, spiega, sarà duplice e riguarderà sia il versante tecnologico sia quello terapeutico. Sul versante tecnologico, chiarisce, "bisognerà ulteriormente migliorare i dispositivi utilizzati, rendendo la tecnica di più facile utilizzo. Attualmente, infatti la stimolazione wireless viene effettuata posizionando un pace-maker a livello lombare nel paziente, ed un'antenna posizionata all'altezza dell'addome invia il comando per la stimolazione midollare. Tutta l'operazione è controllata attraverso un piccolo tablet. L'obiettivo - spiega - è arrivare ad inviare il comando di stimolazione attraverso un Iphone o un Iwatch". Sul versante terapeutico, invece, "finora la tecnica è stata utilizzata su persone con lesioni spinali 'vecchie' di alcuni anni, ma i test sui topi hanno dimostrato che un utilizzo della tecnica su lesioni recenti dà risultati notevolmente migliori. Per questo - annuncia - dal 2020 avvieremo una nuova sperimentazione su pazienti con lesioni spinali recenti, a partire dalle 4 settimane precedenti, e per i quali ci attendiamo risultati ancora migliori. Si inizierà con 20 pazienti per poi estendere il test ad un'ottantina. Inizialmente saranno coinvolti centri in Germania, Olanda e Svizzera ma, in una seconda fase, potrebbero entrare anche centri italiani come la Fondazione Santa Lucia".
   

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