Allergie alimentari, immunoterapia orale accresce i rischi

Allergie alimentari, immunoterapia orale accresce i rischi

Bambino Gesù, nei piccoli desensibilizzati il triplo di episodi


 La desensibilizzazione o immunoterapia orale per i bambini con allergia all'arachide accresce il rischio di anafilassi e di altre reazioni gravi. Il dato emerge da uno studio di revisione condotto da 5 Centri internazionali - l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per l'Europa - che mette in discussione la sicurezza della cosiddetta immunoterapia orale per le allergie alimentari. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet.
    L'allergia alimentare colpisce circa 5 bambini su 100, con un picco nei primi 3 anni di vita, ed è scatenata dalle proteine contenute in alcuni cibi che - per un errore del sistema immunitario - vengono riconosciute come minacce, innescando la reazione infiammatoria. La forma più grave di reazione allergica ad un alimento è l'anafilassi. Colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti e in età pediatrica ha una prevalenza tra l'1 e il 3%. I suoi sintomi si sviluppano molto rapidamente: basta l'ingestione, il contatto, o la semplice inalazione di minime quantità dell'allergene per scatenare orticaria, edema e gonfiore del volto, prurito e gonfiore delle estremità, rinite, congiuntivite, mancanza di fiato, tosse convulsa. In circa 3 casi su 100 si arriva alla riduzione della pressione arteriosa e allo shock anafilattico. Nel 2018, in Italia, sono stati registrati almeno 2 casi di morte per anafilassi alimentare, una a Roma e una a Pisa.
    I ricercatori hanno confrontato i risultati di 12 indagini cliniche sull'immunoterapia orale per l'arachide (per un totale di oltre 1.000 pazienti coinvolti) scoprendo che i bambini sottoposti a desensibilizzazione avevano avuto il triplo degli episodi di anafilassi rispetto al gruppo che evitava l'allergene senza trattamenti o a cui era stato somministrato un placebo.
  

L'immunoterapia orale è un trattamento utilizzato per rendere meno sensibile l'organismo all'alimento che scatena l'allergia attraverso la somministrazione ripetuta nel tempo di quantità crescenti dell'allergene, fino ad arrivare a dosi di mantenimento. L'obiettivo è innalzare la soglia di tolleranza, ridurre il rischio di reazioni gravi in caso di contatto involontario e migliorare la qualità di vita. "Con il nostro studio di revisione abbiamo evidenziato che l'immunoterapia orale comporta più rischi che benefici ai bambini con allergia alimentare. La metanalisi ha riguardato nello specifico l'arachide, ma la conclusione è verosimilmente applicabile a tutti gli altri allergeni alimentari", sottolinea Alessandro Fiocchi, responsabile del reparto di Allergologia del Bambino Gesù. "La maggiore incidenza di reazioni gravi, come l'anafilassi, dipende da diversi fattori. Innanzitutto gli allergeni alimentari innescano risposte infiammatorie più violente rispetto a quelli respiratori. Ci sono poi molte variabili, come ad esempio un raffreddore, uno stato d'ansia, una intensa attività fisica, che influenzano il modo in cui il corpo interagisce con la terapia. In questi casi i livelli di protezione raggiunti con la desensibilizzazione possono abbassarsi e la somministrazione di dosi di allergene prima ben tollerate può scatenare una reazione avversa". Alcune allergie alimentari, come quelle al latte e all'uovo, nel 90-95% dei casi si risolvono spontaneamente entro i 10 anni. La frutta a guscio (noci, nocciole), le arachidi e il pesce sono, invece, allergeni più aggressivi e, salvo poche eccezioni, chi è allergico a questi alimenti rimarrà tale per tutta la vita. In particolare, nei Paesi sviluppati l'allergia all'arachide colpisce circa il 2% dei bambini e l'1% degli adulti. Alla luce dei risultati della revisione, ad oggi la soluzione più sicura per gli allergici alimentari torna ad essere la prudenza nell'evitare il contatto con il cibo 'incriminato'. Sul fronte dei farmaci biologici, un recente studio del Bambino Gesù ha documentato che i bambini trattati con anticorpi anti-IgE per l'asma grave migliorano in modo sensibile anche la loro tolleranza agli alimenti allergizzanti.


   

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