Chirurgo della mano, operare gli atleti alza la posta in gioco

Chirurgo della mano, operare gli atleti alza la posta in gioco

Pivato (Humanitas), i pazienti sono uguali ma le aspettative sono diverse


(ANSA) - ROZZANO (MILANO), 24 GIU - Dita insaccate, distorsioni, fratture: infortuni all'ordine del giorno per chi, come Danilo Gallinari, gioca a basket a livello professionistico. L'ala dei Los Angeles Clippers e della Nazionale Italiana oggi ha incontrato di nuovo Giorgio Pivato, il chirurgo che esattamente un anno fa lo aveva operato alla mano destra, rimasta infortunata nel marzo del 2018 per un duro scontro di gioco con Draymond Green.
    ''Tutti i pazienti sono uguali - rimarca Pivato, responsabile di Chirurgia della Mano all'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, durante 'Nelle mani del Gallo', il talk che ha coinvolto tanti studenti del campus universitario - ma da alcuni le aspettative sono differenti. Operare un giocatore professionista alza la posta in gioco. Le mani di quell'atleta eseguono lo stesso movimento da anni, non è possibile alterare la loro meccanica. Di Danilo mi ha colpito la capacità di decidere in che modo risolvere il problema: gli ho proposto diverse soluzioni e lui mi ha chiesto quale parte attiva avrebbe dovuto avere, prima ancora di domandarmi quale risultato avrebbe potuto ottenere con l'operazione. In un ventaglio di scelte lui ha saputo scegliere e abbiamo condiviso tutte le informazioni per affrontare questo nostro percorso insieme''.
    Gallinari, in risposta, gli rende meriti importanti: ''Se quest'anno con i Clippers sono riuscito a mettere insieme le mie migliori statistiche di sempre è anche grazie a Pivato e al suo staff che hanno eliminato ogni dolore alla mia mano destra. Io non salto e non corro come Lebron James, per cui per me le mani sono fondamentali, me ne prendo una cura costante''. Gallinari ha poi sfidato la platea ad una gara di tiri liberi.
    In mattinata aveva invece incontrato alcuni ragazzi dell'Humanitas Cancer Center ed in particolare i ragazzi del progetto Aya, il percorso dedicato ai pazienti oncologici tra i 16 e i 39 anni, regalando un pallone autografato. ''Affrontano un'esperienza allucinante - nota Gallinari, visibilmente toccato da questo incontro -, sono loro a veri eroi. Sembrano frasi retoriche ma ascoltare ciò che devono affrontare ogni giorno fa capire che le nostre preoccupazioni non sono vere preoccupazioni''. (ANSA).
   

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