Un algoritmo stabilisce rischio di sviluppare tumore seno

Un algoritmo stabilisce rischio di sviluppare tumore seno

Software MammoRisk, di Lilt Milano con ospedale Parigi


(ANSA) - MILANO, 30 SET - Si chiama 'MammoRisk' ed è un programma di prevenzione personalizzata in cui un algoritmo fa la sintesi tra storia familiare, esami diagnostici e test salivare per stabilire il rischio che ha una donna di ammalarsi di tumore alla mammella. E' stato annunciato alla presentazione della 28/a Campagna Nastro Rosa della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) di Milano-Monza-Brianza.
    Il software di MammoRisk è stato sviluppato in collaborazione con l'Ospedale Gustave Roussy di Parigi e il Breast Cancer Surveillance Consortium degli Stati Uniti. Lilt Milano Monza e Brianza è la prima in Italia a offrire questo percorso su larga scala. Sarà attivo a partire da ottobre. Il programma è coordinato da Catherine Depretto, radiologa senologa dell'Istituto Nazionale dei Tumori (Int) di Milano, e gestito interamente da personale medico Lilt.
    "MammoRisk - spiega Depretto - è in grado di valutare il rischio che ogni singola donna ha di sviluppare un tumore al seno, basandosi sull'analisi di tre fattori, già noti e scientificamente validati, che sono la storia personale, la densità mammaria e la presenza di polimorfismi genetici. E' un percorso innovativo rivolto alle donne con età compresa fra i 40 e i 60 anni e permette di stabilire il rischio che ha ogni donna di sviluppare un tumore della mammella entro i successivi cinque anni per ideare, di conseguenza, un programma di screening personalizzato".
    Si sa infatti che il 20% dei tumori al seno sono diagnosticati a donne con pregressa familiarità e il fattore di rischio aumenta in rapporto al numero di casi in famiglia in parenti di primo grado. Il secondo fattore è la densità mammaria. Le donne con seno denso hanno infatti un rischio da 4 a 6 volte superiore rispetto alle altre a parità di età. Terzo fattore è l'analisi del Dna salivare, che permette di stabilire se sono presenti variazioni genetiche (polimorfismi) capaci di determinare un maggior rischio di sviluppare una neoplasia.
    (ANSA).
   

Leggi su www.ansa.it