Mieloma multiplo, controllare dolore osseo si può

Mieloma multiplo, controllare dolore osseo si può

Ail con Amgen promuove "Meno Male!", per prenderne controllo


Una 'doppia emme', mieloma multiplo, che al momento della diagnosi per la maggior parte di chi viene colpito è la prima volta che si sente pronunciare. Sono 5mila gli italiani che scoprono ogni anno di avere questa neoplasia ematologica (una leggera prevalenza di uomini rispetto alle donne), con importanti conseguenze sull'apparato scheletrico.

Marzo è il mese dedicato a livello internazionale alla sensibilizzazione su questa malattia catalogata come "rara", ma che rappresenta comunque il 13% dei tumori del sangue,soprattutto nella fascia d'età tra i 65 e i 70 anni. È il dolore osseo a portare alla diagnosi 8 persone su 10, spingendole a rivolgersi al medico. Al momento della diagnosi di mieloma multiplo il 75% dei pazienti presenta interessamento osseo e in seguito l'attenuazione del dolore osseo, insieme con la prevenzione secondaria legata allo scheletro (fino all'84% dei malati va incontro a successive fratture), è importante per assicurare una buona qualità di vita.

Da qui la campagna "Meno Male!", di sensibilizzazione e aiuto ai pazienti promossa da Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), con il sostegno non condizionante di Amgen. "La finalità- evidenzia il professor Sergio Amadori, presidente Ail- è aiutare i pazienti a prendere il controllo del dolore osseo. Oltre a mettere a disposizione una Guida scaricabile dal sito www.ail.it, abbiamo realizzato e pubblicato sul nostri canali web e social una serie di video interviste in cui specialisti di diverse discipline spiegano i meccanismi che innescano la malattia, illustrano le possibilità terapeutiche e soprattutto forniscono indicazioni utili per contrastare e mitigare il dolore osseo. È fondamentale associare alle cure attenzione per la dieta e, laddove le condizioni lo consentono, anche una moderata ma regolare attività fisica". "La ricerca farmacologica- conclude Maria Luce Vegna, direttore medico di Amgen Italia- ha consentito di innalzare considerevolmente la sopravvivenza, portandola da 2 a 10 anni dalla diagnosi. Un risultato che acquisisce ancora più valore nel momento in cui il paziente viene aiutato a migliorare la qualità di vita". (ANSA).
   

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