Molla biocompatibile stampata in 4D, ispirata alle piante

Molla biocompatibile stampata in 4D, ispirata alle piante

Si contrae in base a stimoli ambientali, come i viticci vegetali


(ANSA) - BOLOGNA, 27 OTT - Un team di ricercatori italiani ha sviluppato una "molla" molto particolare, in grado di contrarsi e torcersi seguendo le variazioni delle condizioni ambientali - temperatura e umidità - come fanno i viticci delle piante. È stata ottenuta da stampa 4D ed è biocompatibile, quindi adatta per futuri impieghi in ambito biomedicale e di medicina rigenerativa. La struttura della "molla" è composta da materiali di origine naturale ed è stata presentata sulla rivista Advanced Functional Materials.
    I ricercatori - Università di Pisa, Firenze, Bologna e Perugia - sono stati ispirati da alcuni meccanismi osservati nel mondo vegetale, in particolare dei viticci di piante come quella del cetriolo, in grado di avvitarsi e contrarsi in risposta alle variazioni delle condizioni ambientali. Una capacità di movimento che deriva dalle differenti proprietà dei tessuti che compongono questi piccoli organi di sostegno.
    "Per realizzare queste molle a struttura elicoidale, simili ai viticci vegetali - spiega Davide Morselli, nel gruppo di ricerca bolognese guidato da Paola Fabbri, una autrice dello studio - è stato necessario ideare un dispositivo in grado di auto-trasformarsi al variare di una serie di stimoli esterni, come la temperatura e l'umidità". "Per farlo abbiamo utilizzato un sistema di stampa in 4D", una nuova tecnica che alle caratteristiche degli oggetti stampati in 3D permette di aggiungere la quarta dimensione, quella del tempo. Gli oggetti stampati in 4D sono così in grado di modificare autonomamente la loro forma. Per realizzarli, vengono utilizzati una serie di materiali avanzati che rispondono a stimoli esterni come la luce, l'umidità o il calore. La molla è stata realizzata grazie a questa nuova tecnologia accoppiando materiali polimerici ottenuti da fonti rinnovabili: da un lato seta rigenerata modificata con grafene e dall'altro un biopoliestere caratterizzato da elevata biodegradabilità.
    Lo studio è stato finanziato dal Ministero della Ricerca e dell'Università nell'ambito del progetto Prin2017 Vision.
    (ANSA).
   

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