Melanoma, scoperta per caso attività antitumorale di un antipertensivo


Un beta bloccante comunemente usato contro l’ipertensione, il carvedilolo, può proteggere la pelle dai danni provocati dai raggi solari.

I ricercatori della Western University di Chicago, che hanno presentato i risultati del loro lavoro alla conferenza annuale della American Society for Pharmacology, hanno rivelato le proprietà del farmaco in modo casuale, a seguito di un errore in laboratorio.

«Quello che all’inizio è stato un errore sperimentale ha portato a una scoperta scientifica molto interessante», ha dichiarato Ying Huang, uno dei coordinatori dello studio. «La nostra ricerca può portare allo sviluppo di una nuova classe di farmaci anti-tumore».

Le proprietà del carvedilolo sono state scoperte da un ex studente presso il laboratorio di Huang, mentre cercava di scoprire l’eventuale aumento di rischio per il tumore dei beta bloccanti.

Lo studente ha inavvertitamente testato le proprietà antitumorali del carvedilolo, scoprendone gli effetti protettivi sulla pelle.

Attraverso esperimenti su colture cellulari e su roditori, i ricercatori hanno testato la capacità del carvedilolo di prevenire i tumori della pelle causati dai raggi ultravioletti: i test hanno dimostrato che il farmaco protegge le cellule dalla distruzione e dai danni genetici provocati dai raggi UVB, e diminuisce la gravità e il numero di tumori sviluppati dai roditori, rallentandone la formazione persino più efficacemente delle comuni creme solari.

I ricercatori hanno rilevato inoltre che le proprietà antitumorali del carvedilolo non sono comuni agli altri beta bloccanti: il farmaco, quindi, agirebbe con meccanismi molecolari ancora da scoprire. «I dati preliminari indicano che i target cellulari del carvedilolo non sono correlati con gli stessi recettori su cui agiscono tutti i beta bloccanti», ha dichiarato Bradley T. Andresen, coordinatore dello studio insieme a Huang.

Gli sforzi dei ricercatori sono ora concentrati su un metodo per incorporare il carvedilolo o altri beta bloccanti simili in una crema o spray per la pelle, che possa proteggere dal rischio di tumori senza influenzare fattori come la pressione sanguigna o il battito cardiaco, tipicamente influenzati dall’azione dei beta bloccanti.

Comprendere i meccanismi d’azione del carvedilolo permetterebbe inoltre agli scienziati di progettare terapie completamente nuove, che agiscano senza portare a effetti collaterali a carico del sistema cardiovascolare.