Tumore del colon retto: studio USA conferma importanza di screening e stili di vita sani


Evitare il fumo, fare attività fisica e alimentarsi in modo sano tende a ridurre i rischi di tumore colon-rettale e di polipi: sono i risultati di un sondaggio online dell’ospedale statunitense Cleveland Clinic, un’analisi sul rischio che ha raccolto i dati di oltre 27.000 persone da tutto il mondo, concentrata principalmente sui fattori di rischio “modificabili”, quelli cioè legati allo stile di vita e all’alimentazione, riportati da pazienti senza una storia pregressa di polipi o tumori del colon-retto.

I ricercatori hanno riscontrato, fra le altre cose, che meno del 10% dei partecipanti al sondaggio assume quantità sufficienti di frutta, verdura e cereali (cinque porzioni o più al giorno), e solo il 25% mantiene un regime di esercizio fisico costante (almeno 30 minuti per quattro volte alla settimana).

Inoltre, solo il 36% segue i percorsi di screening suggeriti dalle linee guida sanitarie in materia.

«Il tumore del colon-retto si può prevenire», spiega la gastroenterologa Carol A. Burke, presidente dell’American College of Gastroenterology. «Questi risultati enfatizzano il ruolo dei fattori noti e modificabili che possono alterare il rischio di contrarre la malattia». A partire dal 1980, quando sono stati introdotti i primi programmi di screening negli Stati Uniti, l’incidenza del tumore colon-rettale si è abbassata drasticamente, ma gli strumenti di controllo «sembrano essere, purtroppo, sottoutilizzati».

Il sondaggio online è stato pensato per fornire informazioni sui fattori di rischio legati al tumore colon-rettale, basandosi su informazioni personali dei partecipanti e sulla storia familiare relativa alla patologia. Il sondaggio genera suggerimenti personalizzati per ogni partecipante su come modificare il proprio tasso di rischio attraverso screening e modifiche al proprio stile di vita e all’alimentazione.

Al completamento del sondaggio, i partecipanti ricevono un punteggio che attesta il grado di rischio, un albero genealogico che mostra i parenti affetti dalla malattia e uno schema che suggerisce a quale età e con quale frequenza iniziare a sottoporsi a controlli regolari.

Secondo quanto emerso dal sondaggio, le donne sono tendenzialmente più attente allo screening degli uomini: tendono inoltre a fumare di meno, a seguire una dieta più ricca di frutta e verdura e a fare più attività fisica rispetto a chi non si sottopone a controlli regolari.

Tali controlli sono più frequenti anche fra chi ha un familiare affetto da tumore colon-rettale o da polipi (35,7% dei partecipanti) rispetto a chi non ha parenti colpiti dalla malattia (19,4%).

Secondo i ricercatori, il sondaggio è utile sia ai pazienti, che possono essere informati e impostare correttamente un programma di controlli con il proprio medico, sia ai medici stessi, che possono avere un quadro più completo su quali sono i pazienti più a rischio: «Maschi, fumatori, un alto indice di massa corporea, alimentazione povera di verdure e scarsa attività fisica».

Il prossimo passo, spiega Burke, è valutare se lo strumento è stato utile per alzare i tassi di partecipazione ai programmi di screening.