Diabete di tipo 1, testato con successo un nuovo tipo di pancreas artificiale per i bambini


Risultati confortanti per uno studio pilota su un pancreas artificiale sviluppato dall’Università della Virginia (USA): sperimentato su un piccolo gruppo di bambini affetti da diabete di tipo 1, l’organo artificiale ha aiutato a tenere la patologia sotto controllo monitorando e regolando autonomamente il tasso di glicemia.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Diabetes Technology & Therapeutics.

Il progetto del pancreas artificiale, pensato per eliminare la necessità di controllare la glicemia e iniettare manualmente l’insulina, è opera del Center for Diabetes Technology presso l’Università della Virginia, e comprende l’utilizzo di un sistema di monitoraggio in remoto che permette di monitorare la glicemia e dosare l’insulina attraverso un’apposita pompa indossata dal paziente.

Uno dei principali vantaggi del sistema, spiega il coordinatore del progetto Daniel R. Chernavvsky, è scongiurare le crisi ipoglicemiche, eventi che possono avere conseguenze catastrofiche e che sono fra i principali pericoli che fronteggiano pazienti diabetici e familiari.

Nello studio, che ha coinvolto dodici bambini (5-8 anni), sono stati confrontati gli effetti del metodo tradizionale e quelli del pancreas artificiale, riadattato per l’uso pediatrico attraverso il controllo parentale.

I bambini che hanno partecipato allo studio sono stati seguiti per 68 ore in ambiente controllato con il pancreas artificiale, e per altre 68 ore a casa, con il trattamento tradizionale.

Con il pancreas artificiale, i tassi di glicemia registrati sono rimasti sotto la media e non sono stati registrati picchi di ipoglicemia.

«I dati dimostrano che il pancreas artificiale funziona ed è sicuro per questa fascia di età», ha dichiarato Mark DeBoer, altro coordinatore della ricerca. Nelle prossime fasi della sperimentazione è previsto uno studio che segua i bambini per un tempo più ampio, per valutare l’efficacia dell’organo artificiale durante la sua vita quotidiana a casa e a scuola. È inoltre in corso il reclutamento di partecipanti per uno studio pilota riservato ai ragazzi di età superiore ai quattordici anni.