BPCO: nuova tecnica di ventilazione casalinga riduce le infezioni acute


Un trial clinico condotto nel Regno Unito potrebbe trasformare in meglio la vita dei pazienti affetti da patologie polmonari gravi grazie a una tecnica di ventilazione casalinga da associare all’ossigenoterapia.

La nuova tecnica avrebbe ridotto sensibilmente i ricoveri ospedalieri dovuti a infezioni acute.

I risultati della sperimentazione, pubblicati sulla rivista JAMA, sono stati presentati alla conferenza annuale dell’American Thoracic Society a Washington DC.

La sperimentazione, coordinata da Nicholas Hart e Patrick Murphy presso il St. Thomas Hospital di Londra, è stata condotta su 116 pazienti, seguiti da diverse strutture ospedaliere britanniche, ai quali è stato fornito un apparecchio per la ventilazione polmonare da poter utilizzare in casa.

L’apparecchio, spiegano gli autori della ricerca, si adatta alla respirazione naturale del paziente e consente di mantenere un buon livello di ossigenazione.

Secondo gli autori della ricerca la nuova tecnica cambierà in modo radicale il trattamento dei pazienti affetti da malattie polmonari ostruttive croniche, termine sotto il quale ricadono numerose patologie progressive come enfisema, bronchite cronica, asma non reversibile e alcune forme di bronchiectasia.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, entro il 2020 queste malattie rappresenteranno insieme la terza causa di decessi in tutto il mondo.

«L’unica cura che possiamo fornire a questi pazienti è l’ossigenoterapia», spiega Hart, «ma ora possiamo dar loro l’ossigeno e la ventilazione polmonare a casa. Siamo riusciti a ridurre i ricoveri ospedalieri quasi del 50%». Il monitoraggio dei pazienti intanto prosegue, per verificare i tassi di sopravvivenza entro tre e cinque anni, ma i risultati sono finora molto promettenti.

«Non solo si mantiene la qualità di vita del paziente, ma si aumenta anche la nostra capacità di seguire i malati senza la necessità di un ricovero ospedaliero», concludono i ricercatori. «Se possiamo farli restare comodamente a casa più a lungo, la cosa può avere un impatto molto positivo».