Scoperto meccanismo del dolore cronico: si apre la strada per nuovi antidolorifici


I recettori del dolore sono in grado di migrare dalla superficie verso l’interno delle cellule, fuori dalla portata dei farmaci antidolorifici: a rivelarlo è uno studio condotto dal Columbia University Medical Center pubblicato recentemente su Science Translational Medicine.

La scoperta, emersa durante esperimenti su roditori, potrebbe portare allo sviluppo di una nuova classe di farmaci specifici per il dolore cronico, più potenti e con meno effetti collaterali.

Si stima che il dolore cronico riguardi il 20% della popolazione mondiale in almeno un momento della propria vita.

Fra i farmaci più utilizzati si annoverano gli oppioidi e i FANS. Entrambe le categorie hanno numerosi effetti collaterali: gli oppioidi possono dare dipendenza e provocare costipazioni e stress respiratorio, mentre l’uso frequente di FANS può causare ulcere e danni ai reni.

«Gli oppioidi e i FANS non funzionano per tutti e hanno effetti collaterali inaccettabili, soprattutto se usati per un periodo di tempo prolungato», spiegano gli studiosi. «La limitata comprensione dei meccanismi che permettono ai nervi di registrare e trasmettere i segnali dolorosi ci ha finora impedito di sviluppare analgesici efficaci».

I recettori su cui lavorano i farmaci contro il dolore attualmente in commercio sono due: GPCR (recettori accoppiati a proteine G) e NK1R (recettore 1 della neurochinina). I GCPR sono coinvolti in quasi tutti i processi biologici, compresi gli impulsi dolorosi, ed è su questi che lavorano gli oppioidi.

L’attivazione di NK1R, d’altro canto, provoca dolore e infiammazione, e la maggior parte dei trial clinici sui possibili farmaci che possano agire su questo recettore non hanno avuto successo.

In questa ricerca, gli scienziati hanno scoperto che NK1R, quando attivato, si sposta velocemente dalla superficie cellulare verso gli endosomi delle cellule nervose. Una volta all’interno degli endosomi, NK1R resta attivo per un periodo prolungato. Esperimenti successivi condotti su topi in laboratorio hanno rivelato che i composti farmaceutici dotati di una molecola lipidica, in grado di oltrepassare la membrana cellulare, sono in grado di alleviare in modo efficace e prolungato il dolore.

«Abbiamo dimostrato che la progettazione di inibitori NK1R capaci di raggiungere gli endosomi all’interno delle cellule nervose può garantire un sollievo dal dolore molto più prolungato rispetto agli analgesici attualmente disponibili», hanno dichiarato i ricercatori. «Più di un terzo dei farmaci attualmente in commercio agiscono in qualche modo sui GPCR. Crediamo che modificare i composti esistenti, così come abbiamo fatto con gli inibitori NK1R, possa aumentare l’efficacia di molte categorie di farmaci».