Asma, dupilumab riduce gli attacchi e migliora la funzionalità polmonare


Lo studio registrativo di fase 3, LIBERTY ASTHMA QUEST, svolto su un’ampia popolazione di pazienti con asma persistente non controllata, ha raggiunto i due endpoint primari.

Dupilumab, in associazione alle terapie standard, ha ridotto gli attacchi d’asma grave (riacutizzazioni) e ha migliorato la funzionalità polmonare, come misurata dal volume espiratorio massimo in un secondo (FEV1).

Dupilumab sta dimostrando risultati positivi in studi di fase avanzata per due gravi patologie su base allergica – l’asma e la dermatite atopica – con un’efficacia robusta e una sicurezza sostanziata da un ampio database di dati. Questi risultati rafforzano ulteriormente l’ipotesi che l’interazione tra le interleuchine 4 e 13 (IL4 e IL13) sia il fattore chiave dello sviluppo di patologie allergiche, e continueremo ad esplorarlo in altre malattie analoghe.

I risultati dettagliati dello studio registrativo di fase 3 QUEST saranno presentati nel corso dei prossimi congressi. Lo studio QUEST è il secondo studio registrativo nell’asma persistente non controllata, e fa seguito a un altro studio registrativo di fase 2b positivo con dupilumab.

Entro la fine di quest’anno si attendono anche i dati di un altro studio di fase 3, denominato VENTURE, che valuta la capacità di dupilumab di ridurre l’uso di corticosteroidi orali in pazienti con asma grave steroidi-dipendente. Inoltre, è incluso nel programma di sviluppo clinico LIBERTY ASTHMA anche lo studio clinico TRAVERSE, uno studio di estensione sulla sicurezza a lungo termine. Il potenziale uso di dupilumab nell’asma è attualmente in fase di sviluppo clinico e la sicurezza e l’efficacia non sono state completamente valutate da alcuna autorità regolatoria.

Nel marzo 2017, la FDA ha approvato dupilumab negli Stati Uniti per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave, non adeguatamente controllata con trattamenti topici.

L’asma persistente non controllata

Le persone che vivono con un’asma persistente non controllata hanno spesso gravi attacchi (riacutizzazioni) che possono portare a visite in pronto soccorso, ricoveri e diminuzione della funzionalità polmonare. Nonostante i trattamenti attualmente disponibili, vi è la necessità di nuovi farmaci che offrano un controllo completo dell’asma, compresa la preservazione della funzionalità polmonare e la riduzione delle riacutizzazioni.1,2 L’asma persistente non controllata è spesso associata ad altre malattie infiammatorie allergiche di tipo 2, tra le quali la dermatite atopica, i polipi nasali, la rinite allergica, l’esofagite eosinofila e allergie alimentari. La malattia è caratterizzata da uno squilibrio o da un’eccessiva attività di alcune cellule immunitarie (compresi gli eosinofili) e di alcune proteine di segnalazione (o citochine) denominate interleuchine. Due di queste sono l’interleuchina-4 (IL-4) e l’interleuchina-13 (IL-13)1- 5, che sono fattori critici nell’infiammazione di tipo 2.