Parkinson: nuovo test diagnostico per rivelarlo prima dei sintomi


Un software elaborato da un gruppo di ricercatori presso la RMIT University di Melbourne (Australia) potrebbe diventare il primo strumento diagnostico in grado di confermare la presenza del Parkinson in anticipo sul manifestarsi dei primi sintomi fisici. I risultati della sperimentazione, pubblicati su Frontiers in Neurology, indicano un’accuratezza del test attorno al 93%.

La diagnosi tempestiva è cruciale nel trattamento della malattia di Parkinson: spesso, quando il paziente si presenta dal neurologo con i primi sintomi, i danni alle cellule nervose sono già irreversibili e le terapie meno efficaci di quanto potrebbero esserlo. «Anticipare l’inizio della terapia è un fattore critico, perché sappiamo che quando si iniziano ad avvertire tremori o rigidità potrebbe essere già troppo tardi», spiegano i ricercatori.

Il software elaborato dal professor Dinesh Kumar insieme al suo team è in grado per la prima volta di estrapolare dati attendibili a riguardo, attraverso l’analisi in tempo reale delle abilità di scrittura e disegno del paziente: il metodo è stato testato su 62 pazienti, la metà dei quali privi di sintomi manifesti della malattia. I ricercatori hanno comparato l’efficacia di diversi processi comuni: scrivere una frase, scrivere lettere o sequenze di lettere e tracciare una spirale. Quest’ultimo metodo si è rivelato essere il più semplice da completare e il più affidabile.

Lo studio non è privo di limitazioni: i ricercatori sono consci del fatto che sarà necessario confermare i risultati su un campione più ampio e più vario, in particolare sui pazienti non ancora sotto terapia. La speranza è di poter applicare questa tecnologia per facilitare lo screening dei pazienti. «Siamo entusiasti del potenziale di questa tecnologia nel trasformare il metodo di diagnosi del Parkinson», hanno dichiarato gli scienziati, «e della possibilità di cambiare le vite di milioni di pazienti in tutto il mondo».