Immunoterapia, sperimentato nuovo farmaco che ne aumenta l’efficacia


L’immunoterapia, nel trattamento dei tumori, è efficace solo in una minoranza di casi: uno studio condotto negli Stati Uniti presso il Columbia University Medical Center, tuttavia, rivela come un comune vasodilatatore possa aumentare le probabilità di successo della terapia.

Secondo quanto emerso dallo studio, pubblicato nei giorni scorsi online dalla rivista scientifica Cell, la pentoxifillina sarebbe in grado di aumentare l’efficacia degli inibitori di checkpoint, fra i farmaci immunoterapici più comuni nel trattamento del melanoma e altri tumori.

Gli inibitori di checkpoint immunitario, approvati per l’uso clinico fin dal 2011, agiscono su specifiche proteine delle cellule tumorali che impediscono ai linfociti T di attaccare il tumore stesso. Pur avendo rivoluzionato i trattamenti oncologici, non sono sempre efficaci: gli autori dello studio ricordano che nel melanoma avanzato il tasso di successo della terapia si aggira al 20%. Per il restante 80%, i ricercatori hanno ipotizzato la presenza di un altro meccanismo che contribuisce alla soppressione immunitaria.

Nello specifico, l’ipotesi riguarda i linfociti T-regolatori: abbondanti in numerosi tipi di tumore, queste cellule giocano un ruolo importante nell’equilibrio del sistema immunitario. «Una possibile terapia consisterebbe nel liberarsi totalmente dei T-regolatori», spiegano i ricercatori, «ma disattivarli completamente scatenerebbe un attacco contro i tessuti e gli organi sani del corpo».

Una tesi, questa, corroborata da un altro studio pubblicato su Immunity, nel quale si dimostra che la disattivazione totale dei linfociti T-regolatori provoca nei modelli animali reazioni autoimmuni diffuse e letali. Solo attraverso un’inibizione parziale, ottenuta attraverso la rimozione di una specifica proteina nota come c-Rel, è possibile evitare reazioni autoimmuni simili. In questo nuovo studio, gli autori provano che queste cellule “inibite” sono incapaci di proteggere in alcun modo le cellule tumorali. Di conseguenza, quando viene bloccata la proteina c-Rel, i linfociti T possono attaccare il tumore in maniera più efficace.

La pentoxifillina, un comune vasodilatatore usato soprattutto per migliorare la circolazione periferica, è nota anche per essere un inibitore specifico della proteina c-Rel. Sperimentata su modello animale in combinazione con inibitori di checkpoint, la terapia ha ridotto il peso tumorale del melanoma in misura maggiore rispetto alla terapia standard.

Il prossimo passo della ricerca consisterà nell’approntare i primi trial clinici su esseri umani: in caso di successo, dichiarano gli autori, gli inibitori di c-Rel potrebbero diventare presto parte della terapia standard.