Ipertensione polmonare, risultati incoraggianti per un nuovo farmaco che agisce sui mitocondri


Un nuovo farmaco, sperimentato per la prima volta da un gruppo di ricerca dell’Università dell’Alberta (Canada) in collaborazione con l’Imperial College of Medicine di Londra, ha mostrato di essere valida contro l’ipertensione polmonare arteriosa, patologia che causa decessi precoci e per la quale non esistono terapie efficaci.

Il dicloroacetato (DCA), farmaco generico che abbassa la pressione sanguigna, non sembra avere effetti collaterali. I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.

DCA lavora sull’attivazione dei mitocondri, le unità produttive della cellula.

I mitocondri regolano il destino della cellula, determinando se crescerà o andrà incontro ad apoptosi, il processo di distruzione naturale.

Nell’ipertensione polmonare la funzionalità dei mitocondri è compromessa, e questo provoca la moltiplicazione incontrollata delle cellule, in modo simile a quanto accade con i tumori. La riproduzione incontrollata restringe le cavità arteriose, stressando il cuore e provocando l’aumento della pressione sanguigna.

Oltre a sperimentare il farmaco su un piccolo gruppo di pazienti, i ricercatori hanno esaminato polmoni espiantati dai pazienti. Connettendoli a un respiratore artificiale e tramite una perfusione di sostanze nutritive, i ricercatori hanno potuto mantenere l’organo in vita per diverse ore e sperimentare gli effetti del dicloroacetato. Il farmaco agisce su uno specifico enzima mitocondriale (PDK), la cui presenza è più consistente nei pazienti affetti dall’ipertensione polmonare: DCA inibisce l’enzima e alimenta la funzionalità dei mitocondri. Attraverso esami specifici sui pazienti, gli scienziati hanno poi stabilito che il farmaco migliora il metabolismo dei polmoni in modo simile a quanto osservato negli organi espiantati.

Alcuni dei pazienti che hanno partecipato allo studio non hanno fatto registrare miglioramenti: in questi pazienti è stata rilevata la presenza di due varianti genetiche che, attraverso un processo distinto da quello del farmaco sperimentato, causano la soppressione dei mitocondri. «È un esempio perfetto di medicina di precisione, nella quale i geni dei pazienti possono essere usati per predire l’efficacia di un farmaco» ha spiegato Martin Wilkins, uno dei coordinatori dello studio. «Questo lavoro sarà importante per l’impostazione degli studi futuri su questo e altri farmaci simili. Potremmo risparmiare ai portatori di queste varianti genetiche di arruolarsi in studi dai quali non trarrebbero alcun beneficio, permettendo loro di esplorare altre opzioni. Concentrandoci sui pazienti che hanno più possibilità di migliorare possiamo aumentare l’efficienza e diminuire i costi dei test clinici».

Un altro aspetto importante dello studio, spiegano gli scienziati, consiste nel fatto che è stato condotto su un farmaco generico. Lo studio è stato interamente finanziato da donazioni e fondi pubblici: «Questo significa che se gli studi futuri confermeranno i nostri risultati e mostreranno definitivamente l’efficacia del DCA, avremo una cura contro l’ipertensione polmonare economica e facilmente disponibile per tutti».