Scienza: 2,5 mln a Unimore per ricerca sui Bambini Farfalla

Cellule staminali e medicina rigenerativa parole chiave progetto


(ANSA) - MODENA, 22 APR - Cellule staminali, medicina rigenerativa, terapia cellulare e genica, gene editing, malattie genetiche della pelle, epidermolisi bollosa: queste le parole chiave del progetto Erc Advanced Grant presentato dal professor Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari", che porterà ad Unimore, l'Università di Modena e Reggio Emilia, quasi 2,5 milioni di euro per la ricerca sui Bambini Farfalla.
    Costituito nel 2007, l'European Research Council (Erc) supporta con diverse tipologie di sovvenzioni la ricerca scientifica europea per rispondere alle sfide globali di oggi e di domani. Tramite l'Erc, l'Unione Europea finanzia infatti ricercatori di eccellenza in aree scientifiche e tecnologiche emergenti. Noto per le sue ricerche nel campo delle staminali e per il successo ottenuto, primo al mondo, nella terapia genica che ha salvato la vita ad un piccolo bambino farfalla nel 2017, De Luca ha convinto l'Europa con Holo-GT: un approccio rivoluzionario di terapia genica che unisce tecnologie di riprogrammazione delle cellule staminali epidermiche e tecnologie innovative per superare i limiti ad oggi esistenti nel cosiddetto gene editing, una tecnica in grado di riscrivere il Dna malato.
    "Il progetto è mirato alla produzione di una nuova epidermide geneticamente modificata e interamente 'costruita' in laboratorio - spiega il prof.De Luca - e si propone di affrontare malattie genetiche della pelle e di altri epiteli di rivestimento non ancora aggredibili con le tecnologie attualmente disponibili, come, ad esempio, le forme dominanti della Epidermolisi Bollosa e, in futuro, di altre malattie genetiche a trasmissione dominante che colpiscono altri epiteli come la cornea". Il progetto sarà realizzato al Centro di Medicina Rigenerativa di Modena, con la collaborazione dello spin-off universitario Holostem Terapie Avanzate e dei professori Gianni Prosseda e Alessandro Paiardini dell'Università di Roma La Sapienza. (ANSA).
   

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