Nata in Albania con deformità, a 27 anni in Piemonte torna a camminare

A Biella l'intervento al piede realizzato anche grazie a stampanti 3d


E' tornata a camminare autonomamente a 27 anni una giovane donna arrivata un decennio fa in Piemonte dall'Albania. "Con coraggio, con la professionalità del dottor Walter Daghino e con la spinta e il sostegno di mio marito a casa, sono riuscita a togliere le stampelle e tornare a camminare", racconta Besjana.
    Nata con gravi deformità congenite ai piedi e all'anca, fin dall'infanzia ha affrontato numerosi interventi chirurgici nel suo Paese di origine, senza risultati. Con il passare degli anni, oltre al dolore fisico, è cresciuta la paura di non poter più camminare. A 17 anni arriva in Italia, dove viene effettuato un primo intervento ortopedico all'anca. Tre anni dopo il dolore ai piedi però è sempre più forte e così decide di rivolgersi al Cto di Torino dove incontra il dottor Daghino, ai tempi parte dell'equipe torinese e oggi direttore del reparto di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale di Biella e presidente della Società italiana del piede e della caviglia (Sicp). Nel capoluogo piemontese, nel 2018, dopo un lungo e difficile percorso chirurgico e riabilitativo, Besjana torna a camminare. A distanza di anni, per un peggioramento al lato non operato, emerge la necessità di intervenire anche sul piede destro, e Besjana si affida ancora al dottor Daghino.
    "La situazione - spiega il professionista - appariva particolarmente intollerabile in una persona così giovane, risultando fortemente limitativa per tutte le possibili attività sociali e lavorative. Così siamo giunti all'intervento effettuato a Biella attraverso la creazione di elementi in resina polimerica a grandezza naturale riproducenti le deformità in essere, grazie a stampanti 3d che hanno generato la modellazione".
    "Il valore del Servizio sanitario regionale è legato anche alla capacità di saper fare la differenza di fronte ai bisogni di salute più complessi, come è avvenuto nella vita di questa giovane paziente", ha commentato l'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi.
   

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