FIRENZE - E' scomparso ieri sera il professor Gianpaolo Donzelli, neonatologo: nato a Rovigo il 12 novembre nel 1947, laureatosi in medicina all'Università di Bologna, aveva conseguito la specializzazione in clinica pediatrica all'Ateneo di Firenze, città dove poi aveva scelto di vivere e lavorare.
Dal 1973 al 1975 Donzelli aveva lavorato nel pronto soccorso dell'Azienda ospedaliero universitaria Meyer dove successivamente ha diretto tra l'altro il reparto di terapia intensiva neonatale dell' ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Dal 1975 al 1977 aveva invece diretto la clinica pediatrica dell'ospedale di Tosamaganga in Tanzania. Ricercatore prima al Cnr e successivamente all'Ateneo di Firenze era poi diventato professore della facoltà di medicina del capoluogo toscano. Tra le varie cariche è stato coordinatore del Centro malattie pediatriche della Regione Toscana, presidente della Fondazione Meyer, membro del Comitato nazionale per la bioetica.
È stato anche autore di oltre 500 articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali e di 8 volumi scientifici.
Era stato anche tra i promotori della Carta di Firenze, documento messo a punto nel 2006 sulle cure da praticare ai neonati estremamente prematuri.
Cordoglio per la scomparsa di Donzelli è stato espresso dalla Fondazione Meyer con il suo presidente Marco Carrai, il segretario generale Alessandro Benedetti, il cda, tutti gli organismi istituzionali insieme al direttore generale dell'Aou Meyer Irccs Paolo Morello e a tutti i collaboratori del professor Donzelli. "Gianpaolo con il suo sorriso, la sua amicizia, la sua professionalità e competenza insieme alla sua sensibilità e il suo amore - così una nota del Meyer - ha lasciato un ricordo indelebile che rimarrà nella storia dell'ospedale e della Fondazione di cui è stato ineguagliato animatore. La cura che ha avuto per i suoi piccoli pazienti, per la Fondazione e per ciascuno di noi non potrà essere mai dimenticata".
I funerali sabato alle 15 alla Basilica di San Miniato al Monte. La salma del professor Gianpaolo Donzelli sarà esposta nello Spazio dello Spirito al Meyer questo pomeriggio dalle ore 15 alle ore 20 e sabato dalle ore 8 alle ore 12.
Medici Firenze,Donzelli ha lasciato segno profondo su medicina toscana e italiana
FIRENZE - "Con la morte di Gianpaolo Donzelli se ne va una figura che ha attraversato la medicina lasciando un segno profondo, non solo per ciò che ha fatto, ma per il modo in cui ha saputo interrogarsi continuamente sul significato del prendersi cura". Così, in una nota, Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, esprime il cordoglio per la scomparsa di Gianpaolo Donzelli.
"Donzelli è stato un professionista di altissimo profilo - aggiunge Dattolo - capace di coniugare l'eccellenza clinica con una riflessione profonda sui limiti, le responsabilità e il valore umano della medicina". "Donzelli ha legato gran parte della sua vita professionale all'ospedale pediatrico Meyer, dove ha diretto a lungo la terapia intensiva neonatale e la neonatologia, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della medicina perinatale in Toscana. Il suo percorso - conclude Dattolo - dimostra che la medicina non è solo tecnica, ma anche pensiero, ascolto e responsabilità etica".
Funaro, Gianpaolo Donzelli ha lasciato segno indelebile al Meyer
FIRENZE - "Firenze oggi piange la scomparsa di Gianpaolo Donzelli, figura di altissimo profilo nella medicina e nella pediatria, che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città, nell'ospedale pediatrico Meyer, nell'Università di Firenze, nella comunità scientifica nazionale e internazionale". È quanto ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro, esprimendo cordoglio per la morte di Gianpaolo Donzelli, pediatra, professore universitario, già presidente della fondazione Meyer.
"Professionista di valore, generoso e sensibile, punto di riferimento per tante famiglie ma anche intellettuale di grande spessore, ha sempre guardato alle politiche sanitarie con una visione lungimirante e attenta che nasceva dalla volontà di impegnarsi per una città 'a misura di bambino', tema su cui ha sempre lavorato con passione - ha aggiunto Funaro in una nota -. A lui mi legava una profonda amicizia, della quale ho ricordi preziosi, tante occasioni di confronto e momenti trascorsi assieme nella nostra Firenze, spesso proprio al Meyer. Parlare con lui era sempre un'opportunità di arricchimento e crescita".
Funaro ha ricordato in particolare "la missione istituzionale in Brasile e Argentina che abbiamo svolto assieme nel 2017, da presidente della Fondazione Meyer aveva partecipato alla delegazione per lavorare su progetti di collaborazione con alcune realtà locali. Fu un momento speciale, con lo sguardo rivolto a bambini più fragili e meno fortunati: anche in quell'occasione dimostrò passione e dedizione per il suo lavoro e quell'attenzione costante alla salute, alla cura, al benessere dei più piccoli che ha contraddistinto il suo percorso umano e professionale. A nome dell'amministrazione comunale, esprimo sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui. Firenze saprà conservare e valorizzare la sua memoria, il suo impegno a favore dei bambini, la sua lezione di umanità, responsabilità e cura".
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