Negli Stati Uniti, per la prima volta da molto tempo, lo scorso anno si è ridotto il numero di donazione di rene da cadavere e, di conseguenza, i trapianti. Tra le cause potrebbe esserci la paura scatenata da episodi in cui sarebbero state avviate le procedure di espianto degli organi in persone che hanno poi manifestato segni vitali. È l'allarme lanciato dall'organizzazione no-profit Kidney Transplant Collaborative.
Secondo l'organizzazione, lo scorso anno sono stati eseguiti 28.377 trapianti di rene, lo 0,4% in meno rispetto al 2024. Il calo è dovuto soprattutto a una riduzione del 1% dei trapianti da cadavere (21.856), legata a una flessione del 4,2% delle donazioni da cadavere (15.274). A compensare il trend, la crescita delle donazioni da vivente (+1.6%) e una maggiore capacità di usare gli organi dopo l'espianto (-7,2% di organi persi).
Secondo la Kidney Transplant Collaborative il calo potrebbe essere legato a diverse cause, tuttavia determinante è stato il fatto che "la fiducia del pubblico è stata scossa a seguito di casi ampiamente pubblicizzati, che coinvolgono il tentativo di recupero di organi in pazienti che in seguito hanno mostrato segni di vita".
Un episodio, in particolare, risalente al 2021 ed emerso nell'estate del 2025 ha scosso l'opinione pubblica: la Kentucky Organ Donor Affiliates "ha avviato il recupero di organi vitali da un donatore dichiarato in morte cardiaca ma non cerebrale.
Poco prima dell'inizio dell'intervento, tuttavia, il donatore" "si è svegliato mentre si recava in sala operatoria per l'intervento di donazione di organi".
Il caso ha avuto ampia eco sulla stampa e ha contribuito a minare la fiducia dei cittadini provocando una valanga di cancellazioni tra le liste dei donatori. "Tra il 20 luglio e il 10 agosto, solo in California, si sono verificati 5.423 cancellazioni". "Ci sono pochi motivi per dubitare che anche altri Stati stiano seguendo l'allarmante tendenza", dice l'organizzazione.
Inoltre, le Organ Procurement Organization, la rete di organizzazione deputate su scala locale a coordinare il processo di donazione, potrebbero aver iniziato ad adottare criteri più restrittivi nella selezione dei donatori, portando al calo attuale di trapianti, conclude Kidney Transplant Collaborative.
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