Arriva a Verona "Dialoghi con Mr.
Parkinson", il primo documentario che getta via le maschere sul
Parkinson. Promosso dalla Confederazione Parkinson Italia con il
supporto non condizionante di Zambon, il film mette in scena la
personificazione di questa malattia neurodegenerativa con cui
convivono più di 300mila italiani e circa 25mila veneti: il
Parkinson presenta infatti una grande varietà di sintomi - oltre
40 - che si combinano tra di loro in modo e con intensità
differente in ogni persona.
Una malattia difficile da identificare, e sembra che nemmeno
il tremore possa essere un segno di riconoscimento: in Veneto
quasi un paziente su due, infatti, non trema mai o lo fa
raramente. "Dialoghi con Mr. Parkinson" sarà proiettato martedì
27 gennaio alle 10.00 nell'Aula Magna dell'Ospedale Borgo Roma,
con ingresso libero, e sarà lo spunto per un confronto tra
esperti e pazienti.
"Il Parkinson - ha spiegato Michele Tinazzi, professore
ordinario di Neurologia a Verona e direttore Uoc Neurologia B
dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata - è una
malattia complessa che si manifesta in maniera specifica in
ciascun paziente: non esiste dunque una strategia univoca per
affrontarla, ma vanno impostati percorsi personalizzati. In
questo senso il confronto tra pazienti, medici e caregiver è
essenziale, perché permette di condividere esperienze utili a
trovare modi efficaci di convivenza con la malattia.
L'iniziativa odierna va proprio in questa direzione: punta
infatti ad alzare i riflettori sulla reale complessità della
patologia e a fornire spunti per gestirla nel migliore dei
modi".
Nel documentario, Mister Parkinson riceve la lettera
speciale del giornalista Vincenzo Mollica e conversa con tre
pazienti, un medico e una caregiver: scopre così le storie di
carattere di Valentina, Roberto; tocca con mano l'amore
incondizionato di Rossana per Alberto, oltre all'impegno clinico
del professor Paolo Calabresi (Policlinico Gemelli).
Tra le storie protagoniste del documentario c'è anche quella
del presidente della Confederazione Parkinson Italia, Giangi
Milesi: "Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato - che il
documentario arrivi anche a Verona per far conoscere tutta la
complessità del Parkinson, che va ben oltre i tremori e i
problemi di movimento, ma anche la capacità dei pazienti, dei
caregiver e della scienza di reagire alla sua invadenza. Io
stesso, infatti, ho avuto modo di capire che la convivenza con
'Mister Parkinson' è come una partita a scacchi: ogni volta che
si crede di avere imparato a gestirlo, arriva un nuovo sintomo
che scombussola i piani. Così, il segreto per fronteggiarlo sta
nel riconoscere chi si ha di fronte e nel trovare un nuovo
equilibrio facendo leva sulle proprie risorse interiori e
sull'aiuto di chi ci sta accanto".
Il documentario è stato sostenuto dal Gruppo Zambon. "Come
impresa, siamo molto soddisfatti di aver supportato la
Confederazione Parkinson Italia nella realizzazione di questo
documentario - ha detto Rossella Balsamo, Medical Affairs &
Regulatory Zambon Italia e Svizzera - e di poterlo ora portare
in tour per l'Italia per far conoscere al grande pubblico la
complessità di questa patologia e la forza di chi è costretto a
conviverci. Proprio i dati confermano l'importanza per i
pazienti e caregiver di diffondere una corretta informazione sul
Parkinson: in Veneto il 59% di questi ritiene che i propri amici
non conoscano appieno la malattia e il suo impatto. Inoltre,
l'86% auspica che si parli di più della molteplicità dei
sintomi, oltre il tremore, per restituire un'immagine veritiera
del Parkinson".
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