Contrastare il declino motorio e
cognitivo legato all'invecchiamento è una delle principali sfide
sanitarie. Un progetto di ricerca condotto dall'Università di
Trieste dimostra come protocolli riabilitativi innovativi,
basati sull'integrazione tra esercizio fisico, stimolazione
cognitiva e realtà virtuale possano offrire risultati
significativi nel favorire un invecchiamento attivo e autonomo.
Lo studio, nato dalla collaborazione tra l'Azienda pubblica
di servizi alla persona Itis e il corso di laurea in
Fisioterapia, ha confrontato l'efficacia di due diversi approcci
fisioterapici in una popolazione di anziani residenti
nell'istituto di cura: un protocollo di esercizio dual task, che
associa attività motoria ed esercizi cognitivi simultanei, e un
trattamento basato sull'uso di realtà virtuale e aumentata per
effettuare esercizi fisici mirati.
La ricerca - informa l'ateneo - è stata cofinanziata dalle
Fondazioni Morpurgo e Casali Ets e ha coinvolto 45 over 65
assegnati in modo casuale ai due gruppi di trattamento "dual
task": uno che abbinava attività motoria ed esercizi cognitivi e
un altro che affiancava all'esercizio fisico l'utilizzo di
realtà virtuale e aumentata. Entrambi i gruppi hanno svolto 24
sedute individuali di 60 minuti, due volte a settimana per 12
settimane.
L'efficacia dei trattamenti è stata valutata attraverso test
standardizzati per le funzioni cognitive, motorie e per il
doppio compito motorio-cognitivo. I risultati - conclude
l'università - mostrano che entrambi gli approcci migliorano in
modo significativo la funzionalità motoria, in particolare nei
test di cammino e mobilità. Tuttavia, il protocollo dual task ha
evidenziato benefici maggiori quando l'attività motoria è stata
associata a un compito cognitivo. Il dual task si configura
quindi come una strategia promettente di active aging, capace di
agire simultaneamente su corpo e mente.
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