Una nuova arma contro la
Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (Bpco), terza causa di
morte nel mondo, con 3,5 milioni di decessi nel solo 2021. E'
infatti in arrivo il primo farmaco biologico mirato in Bpco, un
anticorpo monoclonale che offre una nuova prospettiva di
gestione della patologia dopo decenni di terapie inalatorie, a
breve rimborsato anche in Italia. Si tratta di dupilumab, già
approvato dall'Ema a luglio 2024: un anticorpo monoclonale che
agisce sulle due molecole chiave dell'infiammazione di tipo 2
(IL-4 e IL-13) indicato come trattamento aggiuntivo di
mantenimento per gli adulti affetti da Bpco non controllata
nonostante la terapia inalatoria ottimale, caratterizzata da un
aumento degli eosinofili nel sangue. I dati hanno dimostrato che
dupilumab, in aggiunta alla terapia standard, riduce in modo
significativo le riacutizzazioni moderate e gravi, migliora la
funzione polmonare, i sintomi e la qualità di vita dei pazienti.
Questo quanto annunciato nel corso dell'evento "La Bpco ha un
nuovo respiro" organizzato a Milano da Sanofi e Regeneron.
Obiettivo dell'incontro è stato mettere in evidenza il peso e
l'impatto della patologia - il cui primo fattore di rischio è il
fumo - nella quotidianità di pazienti e caregiver, le attuali
strategie di gestione, i bisogni ancora insoddisfatti e le nuove
prospettive. In particolare, è la malattia non controllata a
porre le sfide maggiori per i clinici e per i pazienti.
Nonostante la massima terapia inalatoria ad oggi disponibile,
infatti, il 50% delle persone con Bpco continua a presentare
riacutizzazioni, anche gravi. "La quotidianità di chi convive
con la Bpco, specie nelle forme più gravi - ha testimoniato
Simona Barbaglia, Presidente Respiriamo Insieme APS e caregiver
di una persona con Bpco - è spesso dominata dalla 'fame d'aria'
e dalla costante paura delle riacutizzazioni. È una condizione
che erige barriere invisibili: gesti semplici come fare una
rampa di scale o uscire di casa diventano imprese impossibili".
"In questo scenario - ha sottolineato Alberto Papi, Professore
ordinario di malattie dell'apparato respiratorio e Direttore
dell'Unità Respiratoria del Dipartimento CardioRespiratorio,
Ospedale Universitario Sant'Anna, Ferrara, nonché membro della
commissione scientifica del gruppo GOLD - l'avvento di dupilumab
segna la svolta terapeutica che attendevamo da decenni.
Dupilumab è infatti il primo farmaco biologico ad agire su una
popolazione mirata, che riduce le riacutizzazioni associate ed
offre un'opzione innovativa per un miglior controllo della
malattia e una riduzione del carico clinico-assistenziale".
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