Sanità: anche in E-R centinaia di casi l'anno di dengue e chikungunya

'Non sono più malattie tropicali, dobbiamo parlare di salute globale'


Il 2025 è stato un anno eccezionale per la Chikungunya, con 469 casi confermati in Italia, contro i 17 dell'anno precedente. Di questi, 384 sono stati casi autoctoni da trasmissione locale, mentre solo 85 legati a viaggi all'estero. Il focolaio più ampio è stato registrato in provincia di Modena, con 318 casi, tutti sintomatici. Nel territorio dell'Ausl di Bologna sono stati accertati cinque casi, due dei quali autoctoni.
    Per la Dengue, l'anno record è stato il 2024 con oltre 700 casi a livello nazionale, contro gli 11 del 2021. Nel 2025 i casi si sono fermati a 217, con nove contagi nel territorio dell'Ausl di Bologna (tre autoctoni e sei importati).
    Ma dengue e chikungunya non sono le uniche malattie tropicali presenti sul territorio. La provincia di Bologna è area endemica per la Leishmaniosi, una parassitosi potenzialmente letale nella forma viscerale: dal 2021 al 2025 sono stati accertati 128 casi (67 viscerali e 61 cutanei). Sempre in provincia, negli ultimi cinque anni sono stati diagnosticati quasi 900 casi di Strongiloidosi in forma latente. Nel monitoraggio dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola risultano inoltre 25 casi di Echinococcosi, 11 di Teniasi, 280 di Schistosomiasi e due di Malattia di Chagas, sotto la supervisione dell'unità operativa gestione clinica delle emergenze epidemiologiche diretta da Luciano Attard. "Il concetto di malattie tropicali è destinato a scomparire : con cambiamento climatico e globalizzazione dobbiamo ormai parlare di salute globale", spiega Attard ricordando che le malattie tropicali neglette "colpiscono oltre un miliardo di persone e sono spesso curabili con pochi costi".
    "Queste patologie oggi interessano stabilmente anche il nostro territorio", ha spiegato la direttrice generale del Sant'Orsola, Chiara Gibertoni, sottolineando che "con il cambiamento climatico iniziano a riguardare anche noi".
    Sulla stessa linea la direttrice generale dell'Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini: "Siamo al centro del Mediterraneo e i movimenti di persone e merci rendono questi fenomeni inevitabili", da "monitorare e prevenire".
    L'assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi ha citato l'epidemia di chikungunya registrata nel Modenese come esempio di rischio concreto: "Se fosse accaduto in territori meno strutturati, le conseguenze sarebbero state più gravi".
    Per il rettore dell'Università di Bologna, Giovanni Molari, "le malattie tropicali sono ormai attualità e il compito dell'università è continuare a fare ricerca, formare professionisti e mantenere alta l'attenzione su questi temi".
   
   

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