"Contro disagio giovanile alleanza con insegnanti e famiglie per educare a sentimenti"

Presidente Gioia Ets al 'Bullone', se si instaura fiducia famiglie, metà lavoro ben fatto


"Non tutti provengono da famiglie con molte risorse, ma questo ahimè non possiamo controllarlo. Quello che possiamo supportare è l'ambiente scolastico, creando un sistema di alleanza con gli insegnanti e insieme, con la famiglia. Se si instaura un sentimento di fiducia con la famiglia, metà del lavoro è ben che fatto". Anna Rita Benincaso, pediatra ospedaliera e presidente di G.I.O.I.A ETS (Gruppo Interdisciplinare Operatori dell'Infanzia e dell'Adolescenza), parla di una nuova emergenza pediatrica, il disagio giovanile che si manifesta con "disturbi del comportamento alimentare, aggressività e autolesionismo, crisi d'ansia, tentati suicidi", che fanno registrare sempre più accessi in Pronto soccorso.
    "In ogni turno che effettuo in Pronto Soccorso - racconta la pediatra al "Bullone", una fondazione non profit e un giornale mensile che, attraverso il coinvolgimento e l'inclusione lavorativa dei B.Liver, ragazzi che hanno vissuto o vivono ancora il percorso della malattia, promuove la responsabilità sociale di individui, organizzazioni e aziende - almeno un bambino (perché alcuni sono ancora bambini di 9-10 anni, non ragazzi in età adolescenziale) si presenta per una di queste problematiche. Siamo in costante contatto con le Neuropsichiatrie infantili e le Psichiatrie certo, ma con questo incremento allarmante dei numeri non sono più in grado di poterli controllare con le loro strutture. Per questo motivo ci ritroviamo a dover ricoverare nei reparti di Pediatria pazienti neuropsichiatrici di complessa gestione. 'Bisogna avere più reparti di Neuropsichiatria infantile', così si mormora quotidianamente. Un'affermazione che a me spaventa molto, a cui rispondo invece con 'bisogna aumentare i programmi di prevenzione, centri di ben-essere, dobbiamo ascoltare i nostri ragazzi'".
    Al centro della missione di Benincaso c'è G.I.O.I.A. ETS, un ente del Terzo Settore nato ufficialmente nel marzo 2024, con l'obiettivo di sostenere famiglie, bambini e adolescenti nell'affrontare le difficoltà legate allo sviluppo, al benessere psicofisico e alla salute nelle diverse fasi della crescita.
    "Nel 2022 sono diventata mamma di Virginia - ricorda la pediatra - e da quel momento è sorto in me il bisogno di un progetto al servizio delle famiglie. Complice un caffè con Chiara Pochetti, amica e mamma anche lei, impegnata da sempre nel sociale, nasce l'idea di un modello di prevenzione a partire dalle scuole (dove si rivelano i maggiori disagi) in supporto ai ragazzi e alle loro famiglie. Questo perché al mio rientro dalla maternità mi sono accorta di uno stato emergenziale per così dire "silente": la tipologia di paziente pediatrico che ero abituata a visitare in Ospedale era cambiata". Colpa anche della pandemia da Covid 19, che "sicuramente ha avuto un ruolo cardine nell'aggravare tutto questo, partendo dal ritiro sociale". "Ci presentiamo direttamente come "ponte" soprattutto con i servizi di Neuropsichiatria infantile, reparti di Pediatria, Consultori familiari, non intendiamo sostituire nessuno, ma potenziare dove ci sono più necessità. L'essere pediatra attiva lavorativamente sia in Ospedale che sul territorio, ci aiuta ad avere una visione completa sullo scenario attuale". L'associazione "propone protocolli di collaborazione, partecipia a tavoli di rete territoriale, convegni, l'ultimo sull'Educazione all'Odio lo scorso novembre presso la Fabbrica del Vapore. Educare i ragazzi ai sentimenti, al rispetto, vuol dire crescere giovani adulti sani mentalmente. E qui potremmo scrivere un intero libro…".
   

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