Dal 'caring massage' alla realtà immersiva,l'istituto Candiolo rende le cure più umane

Da realtà virtuale a pet-therapy, al caring massage 'benefici psico-fisici su pazienti'


Non solo bisturi, molecole e tecnologie di ultima generazione. All'Istituto di Candiolo Irccs, il cancro si combatte anche con le armi dell'umanizzazione, grazie anche al sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Ets. In occasione del World Cancer Day (4 febbraio), l'istituto presenta le ultime novità di 'Candiolo Cares', un sistema di cura unico in Italia che mette al centro l'ambito esistenziale del paziente. "Con 'Candiolo Cares' abbiamo realizzato un modello di accoglienza che spazia dalla realtà virtuale alla pet therapy, fino al 'caring massage' eseguito da infermieri specializzati - dichiara Salvatore Nieddu, direttore generale dell'Irccs di Candiolo -. Ogni iniziativa non è solo un gesto di supporto, ma parte di un progetto di ricerca strutturato: analizziamo i risultati in modo scientifico per valutare i benefici reali sulla salute psico-fisica dei pazienti e sullo stress emotivo dei caregiver".
    La novità più significativa presentata quest'anno è il 'caring massage', un'attività che l'Istituto sta per avviare con un'equipe di infermieri appositamente formati. Non si tratta di un semplice massaggio estetico o fisioterapico, ma di una tecnica a pressione moderata che agisce su specifici punti del corpo, indissolubilmente unita a un approccio comunicativo ed empatico. "Le evidenze scientifiche internazionali confermano che il massaggio in ambito oncologico è una terapia di supporto straordinaria: è in grado di ridurre drasticamente i livelli di ansia, attenuare la percezione del dolore e migliorare la qualità del sonno dei pazienti in trattamento", spiega Piero Fenu, direttore sanitario dell'Irccs di Candiolo. Sempre nell'ottica della qualità della vita, l'Istituto promuove l'utilizzo dei caschetti refrigerati, una tecnologia fondamentale per contrastare la caduta dei capelli durante la chemioterapia, riducendo l'impatto psicologico della malattia sull'immagine corporea dei pazienti. Inoltre da un anno e mezzo è operativo il Board dei pazienti, un team consultivo composto da persone che hanno vissuto o stanno vivendo un lungo percorso di cura presso la struttura. "La sanità è fatta da professionisti eccellenti in medicina, in area infermieristica e tecnica, in economia e organizzazione, ma ci sono persone che hanno un titolo diverso e preziosissimo: sono i 'laureati in sofferenza' - sottolinea Fenu -. Il loro patrimonio esperienziale è essenziale. Per questo ci riuniamo trimestralmente per ascoltare i loro bisogni reali, non teorici".
   

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