Tumore delle vie urinarie, combinazione di farmaci in alternativa alla chemioterapia

Ok a rimborsabilità dall'Aifa. Efficacia maggiore rispetto a terapia standard


La prima terapia di associazione per il trattamento del carcinoma uroteliale avanzato, una forma di tumore delle vie urinarie, in grado di offrire un'alternativa alla chemioterapia contenente platino, l'attuale standard di cura utilizzato da quasi 40 anni, è stata approvata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in regime di rimborsabilità. Si tratta della molecola enfortumab vedotin in associazione a pembrolizumab per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con cancro uroteliale non resecabile o metastatico.
    Il carcinoma uroteliale rappresenta oltre il 90% dei casi di tumore della vescica che a sua volta è il quarto tumore più diffuso in Italia, con oltre 31.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno.
    L'approvazione della rimborsabilità da parte dell'Aifa è stata supportata dai risultati dello studio clinico di Fase 3 'Keynote-A39'. L'associazione dei due farmaci ha determinato una sopravvivenza globale mediana di 31,5 mesi rispetto a 16,1 mesi con la chemioterapia contenente platino, oltre a una riduzione del 53% del rischio di morte.
    Inoltre, l'associazione di enfortumab vedotin più pembrolizumab ha determinato una sopravvivenza libera da progressione mediana di 12,5 mesi rispetto a 6,3 mesi con chemioterapia, con una riduzione del 55% del rischio di progressione di malattia o morte. "Oltre il 74% dei pazienti che ha avuto un beneficio con risposta completa continua a essere in risposta anche a 24 mesi - sottolinea Patrizia Giannatempo, oncologo medico Us di oncologia genito-urinaria alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano -. E le evidenze dimostrano che, in coloro che all'inizio hanno una risposta completa della malattia al trattamento, la progressione tende a manifestarsi dopo intervalli di tempo lunghi. Le linee guida internazionali, come Esmo ed Eau, sulla base dei dati scientifici pubblicati, hanno immediatamente posizionato l'associazione enfortumab vedotin più pembrolizumab come prima scelta nel trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico". "Si tratta di un enorme passo avanti per una popolazione di pazienti caratterizzata da importanti bisogni insoddisfatti - aggiunge Roberto Iacovelli, professore associato di oncologia medica all'Università Cattolica Sacro Cuore di Roma -. Questa opzione terapeutica ha la possibilità di cambiare la storia clinica di questi pazienti".
   

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