Meno della metà delle donne in
gravidanza associa la prevenzione primaria alle vaccinazioni e
l'adesione ai vaccini raccomandati resta limitata. È quanto
emerge da una ricerca sulla prevenzione primaria e le
vaccinazioni in gravidanza, condotta a gennaio 2024 su un
campione di 300 donne in gravidanza e neomamme, condivisa oggi
da Fondazione Onda Ets in occasione dell'evento "La protezione
della salute materno-infantile: il valore della prevenzione
primaria in gravidanza", organizzato in collaborazione con la
Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo). Secondo lo
studio, solo il 22% delle intervistate si è sottoposto alla
vaccinazione anti-Covid durante la gravidanza, il 33% a quella
antinfluenzale e il 42% al vaccino contro tetano, difterite e
pertosse. La conoscenza dei vaccini disponibili non è uniforme:
il 56% delle donne dichiara di conoscere tutte e tre le
vaccinazioni raccomandate, mentre oltre una su quattro ne
conosce al massimo una. La ricerca evidenzia come il concetto di
prevenzione primaria in gravidanza sia ancora prevalentemente
legato a screening prenatali, controlli clinici e stili di vita
sani, mentre solo il 47% delle intervistate include le
vaccinazioni tra le misure preventive. Tra le principali
barriere all'adesione emergono il timore per i possibili rischi
del vaccino per il bambino o per la madre e una valutazione
sfavorevole del rapporto rischio-beneficio, con una tendenza a
sovrastimare i rischi della vaccinazione e a sottostimare quelli
legati alla malattia. Accanto agli aspetti informativi, pesano
anche le difficoltà di accesso: il 29% delle donne che si è
vaccinata riferisce problemi logistici, legati soprattutto alla
distanza dei centri vaccinali, ai tempi di attesa e alla
necessità di conciliare le vaccinazioni con altri impegni
sanitari già numerosi durante la gravidanza. Dallo studio emerge
inoltre il ruolo centrale degli operatori sanitari. Il
ginecologo, in particolare, è indicato come principale figura di
riferimento e come canale informativo privilegiato per ricevere
indicazioni sulle vaccinazioni, seguito dal medico di famiglia e
dall'ostetrica. Le motivazioni principali che spingono alla
vaccinazione restano infatti la volontà di proteggere la salute
del bambino, la percezione del rischio di contrarre la malattia
e il consiglio di una figura sanitaria fidata. Tra le
raccomandazioni finali della ricerca figurano il rafforzamento
dell'informazione istituzionale sui vaccini in gravidanza,
l'integrazione della vaccinazione nel concetto di prevenzione
primaria e la semplificazione dei percorsi di accesso.
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