Andare a letto regolarmente a notte tarda fa male al cuore:
i cosiddetti 'gufi della notte' - con una tendenza naturale ad
essere piu' attivi a sera molto avanzata e fare le ore piccole -
hanno probabilita' piu' alte del 79% di sviluppare una cattiva
salute cardiovascolare rispetto a chi segue ritmi piu' regolari.
I loro rischi di infarto o ictus sono risultati inoltre più alti
del 16% rispetto alle persone mattutine o a quelle con abitudini
di sonno-veglia ad orari medi.
Lo rivela uno studio su oltre 322.000 persone di mezza eta',
tutte parte di una ricerca longitudinale della "Uk Biobank" che
raccoglie i loro dati sanitari per anni. "Siamo di fronte ma
'cronotipi' diversi, ossia a individui che hanno una tendenza
organica innata a diversi ritmi di vita e sonno, diurni e
notturni", ha spiegato Sina Kianersi, autrice principale dell'
indagine e ricercatrice alla 'Harvard Medical School ' di
Boston.
Ma diversi 'cronotipi' influenzano i cosiddetti 8 fattori
della salute cardiaca, ha ricordato Kianersi: dieta sana,
attivita' fisica, sonno adeguato e regolare, peso, colesterolo,
zuccheri e pressione sanguigna a buoni livelli. I 'gufi
notturni" hanno evidenziato abitudini peggiori nella maggior
parte di questi campi, con l'effetto di aumentare i rischi
cardiaci.
E' quindi una interazione tra il sonno a tarde ore e la sua
influenza sui vari stili di vita a determinare l'aumento di
pericoli cardiaci. Con una forte impronta negativa per la salute
delle persone piu' notturne.
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