(di Isabella Maselli) Non è la prima volta che la San Giovanni Rotondo di San Pio finisce nel mirino di truffatori che tentano di sfruttare il nome dell'ospedale e dei frati del santo di Pietrelcina per vendere farmaci miracolosi che permetterebbero di guarire da patologie croniche e dolori.
Il messaggio fake, questa volta, viaggia sui social network e promette cure per il diabete. I falsi post, non visibili nella cronologia della pagina che li ha pubblicati, ma tutt'ora in circolazione, annunciano testualmente che "la Casa Sollievo della Sofferenza libererà l'Italia dal diabete entro il 2026 in soli 30 giorni" e che "gli endocrinologi dell'Opera Padre Pio hanno presentato un protocollo innovativo per la cura del diabete". A segnalare l'inganno è lo stesso ospedale che, sulla sua pagina ufficiale, invita a "diffidare dagli annunci miracolistici".
"I post, abbinati ad una immagine prelevata dal portale web dell'ospedale - si legge sul sito di Casa Sollievo - reindirizzano, cliccandoci sopra, su un sito di e-commerce per la vendita di prodotti. Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo è totalmente estranea alla pubblicazione di quei contenuti, alla loro diffusione, e alla produzione/distribuzione dei prodotti promossi dal sito di e-commerce". L'ospedale di San Pio invita, quindi, a "verificare l'autenticità del messaggio, affidarsi al proprio medico curante specialista per la cura del diabete e di ogni altra patologia e segnalare il post fraudolento" e annuncia "l'intenzione di adire le vie legali nei confronti di coloro che utilizzando indebitamente il nome dell'ospedale".
Poco più di un mese fa un'altra truffa online aveva sfruttato il nome dei frati del santuario di San Pio attraverso un messaggio Whatsapp relativo ad una "ricetta segreta" che sarebbe stata "finalmente rivelata", in grado di "curare le articolazioni in 30 giorni". Anche in quel caso, il testo del messaggio fake era seguito da un link sulle proprietà terapeutiche di un preparato acquistabile. E anche allora i frati di San Giovanni Rotondo avevano dichiarato "la loro completa estraneità alla diffusione del messaggio e alla commercializzazione del prodotto terapeutico, di cui non sono in grado di garantire - spiegavano - né l'efficacia né l'assenza di effetti tossici o comunque dannosi per l'organismo", invitando "a diffidare dell'autenticità del contenuto e ad attivare comportamenti prudenti per evitare di divenire vittime di potenziali truffe".
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