Con 35 miliardi di tazzine bevute
all'anno in Italia, il caffè è 'assolto', pur con la
'condizionale: non fa male alla salute purché ci si limiti alle
3 tazzine al dì e con cautele per pazienti cardiopatici o
gestanti; no assoluto a bambini e adolescenti. È questo il
verdetto di un insolito 'processo' andato in scena a Milano, un
dibattito voluto dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri
della provincia di Milano. Protagonisti del dibattito sono stati
il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, il pubblico
ministero Tiziana Siciliano, gli avvocati della difesa, Ilaria
Li Vigni e Giorgia Andreis, il perito e medico legale Umberto
Genovese e vari testimoni ed esperti medici. Al termine la Corte
ha assolto l'imputato ai sensi dell'articolo 530, comma 2, del
Codice di procedura penale, respinto il capo d'accusa che il
caffè rappresenti un pericolo per la salute pubblica. Va evitato
un consumo eccessivo, spiegano gli esperti, non superando la
soglia orientativa di non oltre tre tazzine di caffè italiano al
giorno; con dei distinguo per le persone con patologie
cardiovascolari, neurologiche o con disturbi del sonno (il caffè
può aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, insonnia
cronica, palpitazioni e crisi d'ansia).
Grazie ai giurati della Federazione Nazionale degli ordini
dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il presidente Filippo
Anelli con Roberto Monaco, Pierluigi Vecchio, e dell'OMCeoMi,
Giuseppe Deleo e Andrea Senna, il giudice ha deciso per
l'assoluzione, pur con varie indicazioni su qualità e limiti di
consumo, spiega il presidente dell'Ordine della Provincia di
Milano Roberto Carlo Rossi.
Resta l'avviso di limitare la caffeina, quindi di prestare
attenzione ad esempio alle bevande ad alto contenuto di
caffeina, oggi molto diffuse tra i giovani, che possono
comportare eventi avversi anche importanti. L'eccesso di caffè
può danneggiare anche la salute del cavo orale (macchie dentali
e potenziale erosivo, influenza rilevante sul microbiota orale,
sui tessuti parodontali e sul metabolismo dell'osso alveolare).
D'altra parte studi recenti su oltre un milione di persone
mostrano che il consumo moderato è associato a minore rischio di
diabete tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale; inoltre
a benefici significativi sul fegato, sulla funzione cognitiva e
sulla qualità della vita.
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