Dalle giornate in barca alla diagnosi
di linfoma follicolare, un tipo di tumore del sangue, passando
prima per la radioterapia per poi arrivare alla terapia Car-T,
un tipo di immunoterapia cellulare che modifica le cellule T in
modo che siano in grado di riconoscere e attaccare il cancro. È
la storia di Ida, una delle protagoniste del progetto
fotografico 'Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che
ricomincia' di Gilead-Kite, realizzato con il patrocinio di AIL
(Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e
l'associazione La lampada di Aladino Ets, in cui vengono
raccontate le storie di lotta e rinascita di sei persone che
hanno ricevuto una diagnosi di tumore oncoematologico.
Era il 2015 quando, di ritorno da una giornata in barca a vela
tra le raffiche di vento, Ida avvertì per la prima volta la
presenza di un piccolo nodulo all'inguine. I sintomi della
malattia, inizialmente silenziosa, si presentarono solo molti
mesi a seguire sino a crearle, improvvisamente, seri problemi
nell'articolazione dei movimenti della gamba. Poi la corsa in
ospedale e la diagnosi: linfoma follicolare. Ida, ancora
sorpresa dalla diagnosi, iniziò il primo percorso di cure nella
sua città, Reggio Calabria. Non appena concluse le prime cure
radioterapiche, si trasferì a Roma; il linfoma, col suo
andamento lento e sempre circoscritto, non aveva mai frenato la
sua vita personale e lavorativa.
Intorno alla fine del 2021 la malattia si fece più insistente e
Ida dovette chiedere il trasferimento per fare ritorno a Reggio
Calabria in vista di regimi di cura più impegnativi che
avrebbero richiesto la vicinanza e il sostegno del fratello, suo
caregiver, di tutti i familiari e degli amici di sempre. La
chemioterapia non riuscì a fermare il linfoma e neppure
l'autotrapianto riuscì ad arrestare la malattia, che nel
frattempo mutò in una forma più aggressiva. A quel punto che gli
ematologi dell'Ospedale di Reggio Calabria ritennero di fare
ricorso alla terapia Car-T. Oggi Ida torna spesso in riva al
mare.
"Ida è una persona giovane che durante tutte le sue attività
sociali e di vita quotidiana purtroppo deve combattere con un
linfoma - spiega Massimo Martino, direttore dell'unità operativa
di Trapianto cellule staminali e terapie cellulari del Grande
Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e presidente del Gitmo
(Gruppo italiano trapianto di midollo osseo) -. La presenza di
centri per la terapia Car-T in tutta Italia fortunatamente
permette ai pazienti di non doversi allontanare da casa".
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