Sei storie che hanno in comune
un'esperienza di malattia, la diagnosi di un tumore
oncoematologico, ma che sono anche storie di rinascita e di
conquista. È il racconto racchiuso negli scatti dei giovani
fotografi dell'Istituto italiano di fotografia, raccolti nel
progetto 'Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che
ricomincia' di Gilead Kite, realizzato con il patrocinio di AIL
(Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e
l'associazione La lampada di Aladino Ets.
I sei protagonisti, Americo, Aurelia, Eliana, Ida, Renato e
Luigi, diventano il ritratto di che cosa vuol dire ricevere
questo tipo di diagnosi, di quello che avviene dopo e di come, a
sei anni dall'arrivo in Italia delle Car-T, un tipo di
immunoterapia cellulare che modifica le cellule T in modo che
siano in grado di riconoscere e attaccare il cancro, oggi è
possibile avere speranza e pianificare il proprio futuro. Nella
lotta contro il tumore - secondo i promotori dell'iniziativa -,
la terapia non è solo farmacologica: anche l'arte può diventare
un potente strumento di cura. L'obiettivo del progetto è dunque
sensibilizzare sulle nuove possibilità di cura, trasformando la
malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza. I
volti, i luoghi, i dettagli raccontano più delle parole: il
percorso espositivo attraversa l'Italia da Nord a Sud,
accompagnando lo spettatore nei luoghi vissuti durante la
malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Gli
scatti raccontano la forza di chi, grazie alle nuove terapie, è
tornato ad immaginare il domani, costruire progetti,
riappropriarsi della vita o costruirne una nuova, ma anche le
storie di chi è stato accanto e ha accudito, di chi ha ascoltato
e capito, di chi ha dedicato cure e attenzioni. "Poter fare la
terapia Car-T in tanti centri in Italia permetti ai pazienti di
non allontanarsi da casa - spiega Massimo Martino, direttore
dell'unità operativa di Trapianto cellule staminali e terapie
cellulari del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e
presidente del Gitmo (Gruppo italiano trapianto di midollo
osseo) -. Oggi ci sono 51 centri in tutto il Paese, distribuiti
in maniera uniforme e che garantiscono tutti un alto livello di
cura. Ormai quella di trasferirsi lontano dalla propria
residenza è diventata una scelta esclusivamente personale.
Questo è un messaggio di rassicurazione da dare per chi
purtroppo è ammalato, perché fare le Car-T significherebbe stare
tanti mesi lontano dalla propria famiglia, dalla propria città,
dalle proprie abitudini".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
