Malattia rara vista, partiti test clinici con un 'cerotto genetico'

Trattato primo paziente, verso un possibille farmaco risolutivo


Trattato con un 'cerotto genetico' il primo paziente al mondo con una rara malattia della vista, l'atrofia ottica dominante autosomica (Adoa), una patologia che induce la perdita progressiva e irreversibile dell'acuità visiva, che inizia in genere durante l'infanzia. È il recente annuncio, pochi giorni prima della Giornata Mondiale per le Malattie Rare che si celebra domani, della biotech statunitense Stoke Therapeutics, che ha sviluppato il farmaco genetico chiamato STK-002 (che ha ricevuto la designazione di farmaco orfano dalla Food and Drug Administration) e appena iniziato il primo test clinico al mondo, OSPREY, su pazienti con la malattia. Attualmente incurabile, l'Adoa è una malattia rara, ma è il più comune disturbo ereditario del nervo ottico: a soffrirne è circa un individuo ogni 30 mila (con una punta di 1 paziente ogni 10 mila in Danimarca) e quasi metà dei pazienti (46%) è legalmente non vedente. Il gene responsabile nella maggior parte dei casi è Opa1, cruciale per le centraline energetiche della cellula, i mitocondri. Il paziente è portatore di una copia difettosa di Opa1 e di una sana, quindi non produce la proteina sana in quantità sufficiente. L'idea è, quindi, silenziare la copia difettosa con STK-002, affinché le cellule retiniche producano solo Opa1 sano in maggiori quantità. STK-002 è un 'Rna antisenso' (Aso): si appiccica e spegne l'Rna che porta alla sintesi della proteina difettosa. Stoke ha già testato con successo altri Aso per gravi forme ereditarie di epilessia. Il vantaggio degli Aso è che non sono una terapia genica, si limitano a impedire la produzione di proteine patologiche. Testato su animali STK-002 ha funzionato, proteggendone la vista. OSPREY è uno studio di fase 1, durerà un anno coinvolgendo bambini e adulti di 6-55 anni con Adoa. Si valuteranno sicurezza e cambiamenti di funzione visiva, struttura oculare e qualità della vita. La terapia potrebbe essere la prima in grado di salvare la vista di questi pazienti, secondo quanto spiegato da Barry Ticho, Direttore Sanitario di Stoke. "Siamo lieti di sfruttare le nostre conoscenze sugli Aso applicandole allo sviluppo di un potenziale farmaco modificante la malattia". Lo studio è in fase di reclutamento nel Regno Unito e in Germania. Si prevede che nei prossimi mesi saranno attivati altri centri europei.
   

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