Certificati anti Cpr, dottoressa indagata avrebbe tentato il suicidio

'Dovete far sapere ai media che l'ho fatto perché sotto accusa'


Si è procurata alcune ferite compatibili con un tentativo di suicidio una delle dottoresse finite sotto inchiesta nell'ambito delle verifiche sui cosiddetti certificati anti-rimpatrio al reparto delle Malattie infettive dell'ospedale di Ravenna. "Dovete fare sapere ai media che ho fatto questo gesto perché mi hanno indagato", avrebbe riferito, secondo quotidiani locali 'Il Resto del Carlino' e 'Corriere di Romagna', ai soccorritori giunti alla sua abitazione.
    Lei, come altri colleghi di reparto, per un totale di otto, è destinataria di una richiesta della Procura ravennate di interdizione dalla professione per un anno nell'ambito dell'inchiesta della polizia per falso ideologico continuato.
    Quanto accaduto è stato messo a verbale nell'intervento dei carabinieri, probabilmente avvisati dal 118, e poi formalmente comunicato al Pm di turno Raffaele Belvederi.
    A lanciare l'allarme è stata presumibilmente la medesima dottoressa la quale, all'indomani della perquisizione informatica della squadra Mobile del 12 febbraio, aveva già minacciato un gesto estremo chiamando in quell'occasione un collega che aveva poi allertato le forze dell'ordine del potenziale pericolo in corso.
   

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