Il Cile è diventato il
primo Paese delle Americhe, e il secondo al mondo (dopo la
Giordania), a debellare la lebbra all'interno dei propri
confini, avendo registrato oltre tre decenni senza segnalazioni
di casi locali, secondo la certificazione ufficiale rilasciata
dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e
dall'Organizzazione panamericana della salute (Ops).
"Questo è il risultato di decenni di impegno costante per
politiche pubbliche basate sull'evidenza e per un sistema
sanitario in grado di mantenere la sorveglianza, anche di fronte
a una malattia con una prevalenza molto bassa", ha sottolineato
il direttore dell'Ops, Jarbas Barbosa.
La nazione sudamericana non ha registrato alcun caso
autoctono di lebbra dal 1993, a dimostrazione dell'interruzione
della trasmissione. Storicamente, la malattia venne segnalata
per la prima volta in Cile alla fine del XIX secolo a Rapa Nui
(Isola di Pasqua), a circa 3.700 km dalla costa, a causa del
contatto tra nativi e viaggiatori. Sulla terraferma, la malattia
aveva una presenza limitata.
La lebbra è attualmente presente in oltre 120 Paesi, con più
di 200.000 casi segnalati ogni anno.
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