Tempestività nella somministrazione dell'antibiotico, anche già in ambulanza, uso mirato dei test diagnostici rapidi e introduzione della cosiddetta "de-resuscitazione" per rimuovere i liquidi in eccesso. Sono le principali novità delle linee guida 2026 della Surviving Sepsis Campaign, pubblicate dalla European Society of Intensive Care Medicine e Society of Critical Care Medicine per combattere la sepsi, una condizione grave e a rapida evoluzione, che origina da un'infezione localizzata ma può estendersi all'intero organismo fino a mettere in pericolo la vita.
Il messaggio chiave delle nuove raccomandazioni è uno: agire subito. Nei pazienti con sospetta o confermata sepsi, soprattutto nei casi di shock settico, la terapia antibiotica deve essere avviata il prima possibile, idealmente entro la prima ora dalla diagnosi. Un approccio che può iniziare già in fase pre-ospedaliera. Accanto alla rapidità, le linee guida sottolineano l'importanza di un uso "ragionato" dei test diagnostici rapidi, utili a identificare tempestivamente il germe responsabile e l'eventuale presenza di resistenze, senza attendere i tempi più lunghi delle colture.
Tra le novità anche una maggiore attenzione alla gestione dei fluidi: dopo la fase iniziale di rianimazione, viene raccomandata la "de-resuscitazione", ovvero la rimozione dei liquidi in eccesso per evitare complicanze legate al sovraccarico. I principali responsabili della sepsi in Italia sono le polmoniti, le infezioni apparato genito-urinario, gli ascessi addominali, le complicanze infettive delle pancreatiti e delle colecistiti. "In Italia si registrano circa 250mila casi di sepsi ogni anno, con una mortalità stimata tra 40mila e 70mila decessi - spiega Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di Scienze dell'emergenza, anestesiologiche e della rianimazione della Fondazione Gemelli che ha coordinato il documento con Hallie Prescott dell'Università del Michigann.
La mortalità ospedaliera si attesta tra il 20% e il 25%, ma può raggiungere il 40% nelle forme più gravi, nonostante i progressi terapeutici. Le infezioni sostenute da germi multiresistenti (Mdr) sono oggi la causa più frequente dell'evoluzione di una grave infezione verso la sepsi e lo shock settico". L'obiettivo della campagna, attiva dal 2000, è ridurre del 25% la mortalità legata alla sepsi. "Il fattore tempo è determinante - conclude Antonelli- intervenire entro la prima ora può fare la differenza tra la vita e la morte".
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