In Italia 7-800 casi di malaria l'anno, tutti importati dall'estero

Il nostro Paese liberi dall'infezione dal 1970, dall'Iss le regole per chi va in viaggio


Ogni anno in Italia si verificano tra i 700 e gli 800 casi di malaria, tutti importati dall'estero. Lo ricorda l'Istituto Superiore di Sanità in una nota diffusa in vista della Giornata Mondiale dedicata alla malattia (25 aprile) in cui ricorda i principi di base per prevenire l'infezione.
    L'Italia è stata dichiarata Paese libero da malaria dal 1970; oggi la malattia è diffusa soprattutto nei Paesi della fascia tropicale e subtropicale. 
È altamente endemica in Africa, dove si registrano il maggior numero di casi e decessi, ma è presente anche nel Sud-est asiatico, in Medio Oriente e Asia centrale, in alcuni Paesi del Pacifico occidentale, nell'America centrale e meridionale.
    Massima attenzione, dunque, per chi visita questi Paesi, mettendo in atto misure profilattiche sulla base del livello di rischio della destinazione. "La chemioprofilassi è indicata soprattutto per i viaggiatori diretti in aree endemiche", precisa l'Iss. "La scelta dei farmaci dipende dalla destinazione, tipo di viaggio e durata del soggiorno. In area endemica, per categorie a rischio (bambini sotto i 5 anni e donne in gravidanza), è raccomandato il trattamento preventivo intermittente". In ogni caso è bene consultare un medico o un centro di medicina dei viaggi prima di partire.
    Cautela anche in viaggio, dove è essenziale ridurre il rischio di punture di zanzare usando repellenti, dormendo sotto le zanzariere, indossando abiti chiari e coprenti. Al ritorno, invece, attenzione ai sintomi: febbre, brividi e sudorazione, mal di testa, dolori muscolari, vomito e diarrea sono i tipici campanelli di allarme. Se compaiono, è necessario rivolgersi a un medico.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi su www.ansa.it