Una "colla radioattiva" per colpire direttamente il cuore del tumore del pancreas, una delle neoplasie più difficili da trattare. È il trattamento YntraDose, terapia locoregionale per tumori pancreatici non operabili, allo studio presso la Fondazione Policlinico Gemelli. Il trattamento prevede l'iniezione percutanea, senza intervento chirurgico, di un radiofarmaco a base di ittrio-90 inglobato in una matrice adesiva direttamente nella massa tumorale, con l'obiettivo di ridurne il volume e migliorare la sopravvivenza dei pazienti.
"Si tratta di un protocollo sperimentale innovativo che he vede protagonista un radiofarmaco, una sorta di 'colla radioattiva' che il radiologo interventista inietta direttamente all'interno del tumore senza fare tagli, ma somministrandola con una sorta di lungo ago dall'esterno, attraverso la parete addominale - spiega Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center del Gemelli e principal investigator dello studio -. L'obiettivo è ridurre la massa tumorale e aumentare le probabilità di sopravvivenza".
In Italia si registrano circa 14.000 nuovi casi l'anno, con una sopravvivenza a cinque anni tra il 5% e il 12%; solo il 10-15% dei pazienti è operabile alla diagnosi. Lo studio, di fase 2 e internazionale, coinvolge pazienti con malattia localmente avanzata e prevede l'uso di YntraDose in combinazione con la chemioterapia. L'ittrio-90, già utilizzato in alcune neoplasie epatiche, consente un rilascio mirato di radiazioni che distruggono le cellule tumorali limitando i danni ai tessuti sani. "La procedura è mini-invasiva, effettuata in anestesia locale e guidata da immagini Tac ed ecografiche - aggiunge Roberto Iezzi, direttore della Radiologia Interventistica -. È sicura, indolore e consente una rapida ripresa". La preparazione del radiofarmaco avviene in radiofarmacia e deve essere utilizzata entro poche ore. "Una dose radioattiva di circa 80 MBq in appena 0,25 ml di YntraDose-90 viene caricata in una siringa contenente una speciale "colla" medica - spiega Maria Lucia Calcagni, direttrice della Uoc di Medicina Nucleare di Fondazione Policlinico Gemelli -. La siringa, già pronta all'uso, viene poi trasportata nel luogo dell'intervento". Il Gemelli è l'unico centro italiano coinvolto nello studio internazionale, attualmente in fase di arruolamento.
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