40 anni fa Chernobyl, podcast Iss e consigli su oggetti radioattivi

Risalgono agli anni '30, quando radiazioni considerate persino benefiche


"Oggetti radioattivi possano essere ancora rinvenuti, al giorno d'oggi, tra le mura domestiche, cimeli di un'epoca in cui addirittura le radiazioni venivano considerate benefiche". A 40 anni dal disastro di Cernobyl, gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), oltre a ricordare la tragedia in un podcast sul sito dell'Istituto, lanciano anche un invito, quello di maneggiare con cautela e segnalare questi oggetti. "Una persona - racconta Barbara Caccia, del Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale dell'Iss, autrice del podcast - ci ha contattati dopo aver rinvenuto, proprio in casa, un vecchio cimelio di famiglia, simile ad un ciondolo, conservato per anni e con cura per la sua indubbia bellezza e, improvvisamente, divenuto fonte di preoccupazione dopo aver notato un'incisione della parola 'radiogeno'. La proprietaria ci ha descritto tutta la sua preoccupazione dovuta al fatto che l'oggetto fosse stato conservato nella stanza dove una bambina di un anno aveva dormito per circa un mese.". Il ciondolo era uno degli oggetti prodotti dalla 'SA Biodoros' di Milano tra gli anni '20 e '40 e resi radioattivi dopo essere immersi per una notte in una soluzione di acqua con radio. La mattina seguente, l'acqua arricchita di un gas radioattivo - il radon - prodotto dalla trasformazione del radio - veniva bevuta con la convinzione di essere utile contro varie malattie: dai reumatismi alla stitichezza, fino all'ipertensione. In circolazione dovrebbero almeno esserci qualche migliaio di dispositivi. "Qualora si scoprisse, o anche solo si ipotizzasse, di avere uno di questi oggetti in casa l'indicazione è quella di non tentare in alcun modo di aprirli o manometterli, magari per investigarne il contenuto, e di non gettarli nella spazzatura comune, optando, piuttosto, per la conservazione all'interno di un locale ben areato. Nel caso in cui l'oggetto risultasse fessurato, deteriorato in qualche sua parte, o contenesse delle porzioni in matrice porosa polverizzabile, è opportuno chiuderlo in un sacchetto di plastica sigillato. È, infine necessario - conclude Caccia - contattare il nucleo Nbcr dei Vigili del Fuoco, l'Arpa competente o l'Iss per conoscere le modalità di smaltimento e le corrispondenti procedure da seguire".
   

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