"Una telefonata allunga la vita"
è diventato da slogan a realtà a Padova, dove i tecnici della
centrale operativa del Suem 118 hanno guidato a voce una mamma
alle prese con il principio di soffocamento del figlio neonato.
L'"angelo" della situazione è Gianluca Trevisan, un
infermiere della Centrale Operativa del Suem 118 dell'Azienda
Ospedale Università Padova, diretta da Andrea Paoli: il
paramedico ha guidato al telefono la mamma nelle manovre di
disostruzione pediatriche, in attesa dell'arrivo dell'ambulanza.
Il piccolo aveva ingerito accidentalmente un gioco in casa e
non riusciva più a respirare. L'infermiere della centrale
operativa del Suem ha mantenuto la calma e, con voce ferma e
rassicurante, ha guidato passo dopo passo la mamma
nell'esecuzione delle manovre di disostruzione pediatrica.
Seguendo le istruzioni ricevute in tempo reale, la madre è
riuscita a liberare le vie aeree del piccolo prima ancora
dell'arrivo dei soccorsi. Quando il mezzo del 118 è giunto sul
posto, il bambino respirava già autonomamente ed era fuori
pericolo.
"Una notizia che scalda il cuore e che conferma la qualità
della nostra sanità di emergenza - ha commentato il presidente
della Regione Veneto Alberto Stefani -. Il Veneto è orgoglioso
di entrambi, madre e infermiere. Episodi come questo confermano
il valore del nostro sistema di emergenza-urgenza e,
soprattutto, delle persone che lo rendono straordinario ogni
giorno. Il mio ringraziamento va all'infermiere Trevisan, al
dottor Paoli e a tutta l'équipe del Suem 118 di Padova. Al
piccolo e alla sua famiglia rivolgo il mio più affettuoso
abbraccio. Oggi vince la vita e questo è il Veneto di cui siamo
fieri".
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